CAMERA COMMERCIO PARMA PMI PARMENSI: NEL QUARTO TRIMESTRE 2012 MALE ANCHE L’EXPORT


PARMA 17 APRILE Volumi di affari in contrazione, produzione e fatturati in calo, ordini in discesa: il quadro congiunturale nel quarto trimestre del 2012 rivela l’acutizzarsi della crisi per le PMI parmensi. Ne dà conto l’indagine Unioncamere-Camera di Commercio di Parma sulle piccole e medie imprese del parmense, realizzata attraverso interviste telefoniche a un campione rappresentativo di imprese entro i 500 dipendenti attive nei settori manifatturiero, dell’edilizia e del commercio.A complicare la grave situazione, per la prima volta in 3 anni, si registra anchela diminuzione dell’export e degli ordini dall’estero nel settore dell’industria.INDUSTRIA MANIFATTURIERALa flessione produttiva in atto dal quarto trimestre del 2011 è proseguita durante tutto il 2012. L’indebolimento si è accentuato negli ultimi 3 mesi del 2012: la crisi globale continua a far sentire i suoi effetti nella nostra provincia in misura più accentuata rispetto a quanto avvenuto in Emilia-Romagna.Tutti i principali indicatori congiunturali provinciali hanno segnato valori decisamente negativi e non hanno fatto eccezione neppure le vendite e gli ordini verso il mercato estero.La produzione dell’industria in senso stretto di Parma nel quarto trimestre 2012 è diminuita tendenzialmente del 6,6 per cento, in peggioramento rispetto al trend negativo del 4,1 per cento riscontrato nei dodici mesi precedenti. Il risultato ottenuto dall’industria locale è stato peggiore rispetto a quello conseguito dall’industria regionale (-5,5 per cento).Nel decremento della produzione sono coinvolti tutti i settori in un arco compreso tra il -4,7 per cento delle industrie alimentari e il -11,0 per cento delle industrie del legno e del mobile.Il fatturato ha ricalcato quanto rilevato per la produzione. Nel quarto trimestre è sceso tendenzialmente del 6,2 per cento, in peggioramento rispetto al trend già negativo dei dodici mesi precedenti (-3,3 per cento). La diminuzione della provincia di Parma è più accentuata rispetto al dato negativo (-5,6 per cento) rilevato a livello regionale.Come avvenuto per la produzione, anche la flessione delle vendite relativa al quarto trimestre è stata determinata da tutti i settori, con cali pesanti registrati dal comparto del legno e mobile (-10,1 per cento), delle altre industrie manifatturiere (-9,7 per cento) e della moda (-9,3 per cento). Anche le industrie alimentari registrano una flessione di quasi un punto percentuale, che peggiora il trend dei dodici mesi precedenti (-0,1 per cento).Per quanto concerne la dimensione d’impresa è emersa una situazione pesante. Nella classe da 10 a 49 dipendenti il calo del fatturato è risultato dell’8,1 per cento, mentre le imprese più piccole, fino a 9 dipendenti, hanno accusato un decremento del 6,8 per cento, peggiorando il trend negativo dei dodici mesi precedenti (-5,2 per cento). Le imprese da 50 a 499 dipendenti hanno mostrato una flessione tendenziale del 4,4 per cento.L’andamento delle esportazioni è stato caratterizzato da un decremento in valore dell’1,3 per cento, in contro tendenza rispetto all’aumento dello 0,7 per cento registrato a livello regionale. L’export ha accusato una battuta d’arresto dopo quasi tre anni di trend positivo.Le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto mostrano un andamento decisamente negativo con un calo tendenziale dell’8,3 per cento, mentre il comparto della moda conferma un trend ampiamente positivo (+5,6 per cento).A calare è anche la domanda che nel quarto trimestre 2012 è apparsa in diminuzione tendenziale del 6,3 per cento e dunque in peggioramento rispetto al trend negativodei dodici mesi precedenti (-4,5 per cento). Flessione analoga a livello regionale (-6,2 per cento).Tutti i settori registrano variazioni tendenziali negative. Da sottolineare il pesante calo (-9,4 per cento) delle industrie dei metalli insieme al decremento del 5,2 per cento delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto. Ancor più intensa è risultata la flessione accusata dalle industrie della fabbricazione e lavorazione minerali non metalliferi (-13,0 per cento) e del legno e mobile (-12,6 per cento).Un’indicazione negativa è giunta anche dalla diminuzione degli ordini esteri (-1,6 per cento) in contro tendenza rispetto all’andamento ampiamente positivo rilevato nel trimestre precedente (+5,0 per cento) ed anche rispetto al dato positivo evidenziato a livello regionale (+0,9 per cento).Tra i settori di attività si sono distinti il comparto della moda (+9,6 per cento), le industrie del mobile e legno (+3,2 per cento) e le industrie alimentari (+1,0 per cento). Al contrario, è apparso particolarmente critico l’andamento della domanda estera nel comparto meccanico: -8,2 per le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto e -1,0 per cento per quelle del trattamento metalli.

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