cedacri:Payment Institution: nuove regole e un mercato in crescita


collecchio 16 giugno – Sì è tenuto ieri, presso il Palazzo delle Stelline di Milano, il seminario “Payment Institutions: il valore del cliente e le prospettive di mercato” organizzato dal Gruppo 24 Ore, MARK UP e Cedacri.L’incontro, che ha visto riunita una nutrita platea di addetti ai lavori e operatori, ha posto al centro dell’attenzione l’evoluzione in atto nei sistemi di pagamento e le opportunità per gli operatori bancari ed extrabancari alla luce dei radicali mutamenti a livello normativo introdotti dall’Unione Europea. Opportunità che, in uno scenario normativo in evoluzione (PSD, EMD 2, SEPA) ed in un mercato caratterizzato da innovazioni tecnologiche continue (mobile payment, RFID, e-commerce…), possono garantire benefici economici e saving di costi nel passaggio dalle più costose forme di pagamento cash a strumenti di pagamento elettronici.Ampio spazio è stato dedicato ai requisiti, ai vantaggi e ai costi che gli operatori extrabancari devono sostenere per poter diventare Payment Institution o IMEL (Istituti autorizzati all’emissione della Moneta Elettronica), ossia realtà in grado di gestire carte di credito e conti di pagamento. Le organizzazioni autorizzate ad operare come Payment Institution (70 in Europa di cui circa 20 in Italia) ed IMEL, hanno la possibilità di offrire un’ampia gamma di servizi ai propri clienti, dai prodotti carta conto e carta di credito pre-pagata alla possibilità di domiciliazione delle utenze, fino a e-wallet per effettuare acquisti online in maniera più agevole.Dai diversi interventi è emerso come siano le aziende di telecomunicazioni, quelle della grande distribuzione, le Utilities e gli operatori di Gaming gli attori del mercato nelle migliori condizioni per operare con successo quali Payment Institution, grazie a fattori determinanti quali notorietà e credibilità del brand, la gestione abituale di volumi di denaro elevati, il rapporto contrattuale continuo con i clienti e l’utilizzo di canali mobile di pagamento.L’attenzione degli esperti si è concentrata quindi sul tema della regolamentazione, che risulta essere piuttosto stringente per questo nuovo mercato, sottoposto a un rigoroso sistema di vigilanza da parte delle autorità preposte. Da più parti si è evidenziato come la strategia per far fronte alle possibili criticità e ai costi legati all’implementazione di un sistema informatico complesso e alla conformità normativa sia rappresentata dal ricorso all’outsourcing. Ciò consente di affidare a partner di consolidata esperienza tutte le attività informatiche e gestionali, riuscendo così a focalizzarsi sul proprio core business. Il ricorso a un partner specializzato per l’issuing e la gestione delle carte, oltre che per i sistemi di pagamento, può rivelarsi una scelta vincente anche per le banche italiane di piccole e medie dimensioni, che non hanno la forza per operare come issuer diretti di carte di credito e hanno dunque necessità di ricorrere a un outsourcer per competere più efficacemente nell’ambito dei pagamenti e conseguire efficienze di costo.La genesi e gli obiettivi delle direttive PSD (Payment Services Directive) e EMD 2 (e-Money Directive), così come le tematiche relative alla conformità normativa, sono state al centro dell’intervento di Giuseppe Zadra, Presidente di C- Card (Gruppo Cedacri), la prima Payment Institution a operare in Italia. Zadra ha inoltre analizzato costi e benefici per le payment institution di fronte alla scelta di gestire internamente l’intero progetto, rispetto alla possibilità di affidare in outsourcing alcuni servizi, come quelli relativi all’infrastruttura tecnologica o alla gestione della conformità. Un approccio differente che si riflette anche nei diversi modelli di business che gli operatori possono adottare: dall’in-house alla joint venture fino agli accordi di co-branding, come ha illustrato Luca Rossi, Managing Partner di A.T. Kearney.Nel corso dell’evento ha trovato spazio anche la descrizione dell’esperienza di Microgame, service provider e una delle prime 3 IMEL attive in Italia nel settore Gaming.Il seminario si è concluso con la Tavola Rotonda “Far crescere il business per far crescere il cliente”, in cui sono state analizzate in concreto le opportunità di business offerte dalla normativa attraverso un confronto tra chi offre soluzioni ai soggetti, bancari e non, nel mercato dei pagamenti e le realtà del mondo bancario, delle telecomunicazioni, del retail e del gaming. Al tavolo erano presenti: Luciano Colombini, Direttore Generale Gruppo UGF Banca, Fabrizio D’Aloia, Presidente e Amministratore Delegato Microgame, Fabio De Ferrari, Amministratore Delegato C-Card e Direttore Generale Cedacri, Nazzareno Gregori, Direttore Centrale Credito Emiliano, Alberto Nava, Mobile Marketing Manager Fastweb, e Marco Pagani, Direttore Area Legislazioni Federdistribuzione.Fabio De Ferrari, Amministratore Delegato di C-Card e Direttore Generale di Cedacri, ha tenuto a sottolineare come il mercato consenta una collaborazione e possibili sinergie tra il mondo bancario e le nuove istituzioni di pagamento, grazie al recupero di marginalità garantito dai maggiori volumi auspicabili con l’introduzione di forme di pagamento evolute.“La giornata di oggi ha rappresentato un momento molto importante di confronto con il mercato e gli operatori – ha dichiarato De Ferrari – che ci permette di valutare ancora meglio, a un anno dal lancio di C- Card, quali sono le prospettive e i margini di sviluppo per chi intende operare, o è già attivo, in qualità di Payment Institution. Queste società possono rivolgersi a noi per un servizio di consulenza e di outsourcing su tutti gli aspetti riguardanti i sistemi informativi, dall’operatività delle applicazioni ai processi organizzativi ed agli aspetti di compliance”.CedacriIl Gruppo Cedacri, focalizzato da 35 anni sullo sviluppo di soluzioni di outsourcing, con oltre 1.200 dipendenti, occupa una posizione di leadership nel mercato garantita da più di 150 clienti tra banche, istituzioni finanziarie, e aziende industriali, ai quali è in grado di fornire una gamma completa e integrata di servizi: full outsourcing, applicazioni software, facility management, business process outsourcing, carte di pagamento e business information. Con 31,5 milioni di transazioni gestite giornalmente, 30.000 utenti utilizzatori del sistema, 24.000 Mips di potenza elaborativa mainframe e oltre 3.400 server, il centro di calcolo di Cedacri si colloca ai primi posti tra i centri italiani. Il fatturato consolidato 2010 si è attestato sui 253,3 mln di euro con un margine netto di oltre 2,3 milioni di euro. Cedacri è certificata ISO 9001: 2008, ISO/IEC 27001: 2005 e SAS 70 Type Two.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet