CENTENARIO PIETRO BARILLA: “AVANTI CON CORAGGIO” E INVESTENDO SUI GIOVANI


PARMA 16 APRILE “Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio” diceva Pietro Barilla. A cent’anni dalla nascita l’impegno dell’imprenditore parmigiano è sempre vivo e l’evento voluto dai figli Guido Paolo Luca Emanuela, dalla moglie Marilena era dedicato prima di tutto ai giovani. Ai nipoti che stanno crescendo e a quanti, tanti, hanno riconosciuto e riconoscono il valore dell’uomo Pietro Barilla, prima ancora dell’imprenditore. Stamattina all’Università Bocconi di Milano sarà presentato il progetto ‘Barilla per i giovani’, che assegnerà fino a dieci borse di studio del valore di 40 mila euro ciascuna ad altrettanti studenti. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con CentroMarca e Unione Parmense degli Industriali, della cui giuria fa parte anche Alberto Grando, prorettore per lo sviluppo alla Bocconi, si rivolge a giovani tra i 18 e i 28 anni che potranno raccontare, a partire dal 16 aprile e fino al 30 settembre 2013, su www.barillaperigiovani.it, un’idea su come migliorare il pianeta e la vita delle persone, includendo anche il percorso formativo cui aspirano che dovrà appartenere a uno dei seguenti ambiti: business management; qualità e innovazione; arte, comunicazione e design; no profit.Gli autori delle idee migliori saranno premiati con la borsa di studio.«Nella mia vita tutto è ruotato intorno a due pilastri: la famiglia e il lavoro. Io ho sempre pensato che una famiglia unita non è soltanto il più sicuro dei rifugi, ma rappresenta una forza invincibile con la quale si possono affrontare più serenamente tanti momenti difficili. Per molta gente oggi la famiglia è solo una fatica: i figli non si sposano, non hanno figli, si comportano come perenni adolescenti. Ma senza radici non si costruisce e non si lascia nulla. Io ritengo invece che la famiglia sia la base della vita individuale e sociale, in molti casi anche di un’impresa solida, onesta, che continua nel tempo, di generazione in generazione». Sono parole di Pietro Barilla scritte da Francesco Alberoni nel volume presentato ieri al ridotto del teatro Regio prima dello spettacolo dedicato a Pietro Barilla che ha coinvolto Giovanni Minoli, Luca Zingaretti (voce di Pietro Barilla), Margherita Buy (Marilena Barilla) tanti attori e musicisti (Renzo Arbore Tosca), creativi come Gavino Sanna (“Dove c’è Barilla c’è casa), collaboratori come il direttore di Stabilimento Giovanni Zoni e molti altri ancora. Impossibile citarli tutti.Al Regio c’erano tutti quelli che hanno conosciuto Pietro Barilla, gli amici veri e i compagni di strada. Non quelli che come ha ricordato Guido Barilla quando il padre passò la mano vendendo l’azienda al colosso americano Grace “cambiavano marciapiede”. Pietro Barilla l’azienda l’ha ricomprata e chi “cambiava marciapiede” si è dovuto ricredere.Ma anche Enrico Cuccia che non finanziò l’operazione, anche nel 1971 le banche italiane sapevano “dire no”, deve aver messo una nota su quel nome e su quella valutazione completamente sbagliata. Disse «Cavalier Barilla, ho visto i conti e i numeri non ne vale la pena. Finirà per rovinarsi». Si era davvero sbagliato.La pasta di qualità «sempre al dente» , con “Barilla è sempre domenica” e poi i prodotti da forno, i sughi, biscotti e merende del Mulino Bianco, quindi la conquista dell’Italia (e di tante imprese concorrenti, da Voiello a Pavesi) e dei mercati europei. Ricostruire ottant’anni di vita di un capitano d’industria come Pietro Barilla, significa raccontare di tanti affari, ma anche di una infinità di amicizie (Cesare Zavattini, Attilio Bertolucci, Enzo Ferrari, Carlo Mattioli, Indro Montanelli, Federico Fellini, Riccardo Muti e Renzo Piano e altri ancora), di passioni (per l’arte e la cultura); e ovviamente un bel pezzo di storia patria, dal fascismo alla Liberazione (con i comunisti di Nilde Iotti che gli sequestrano la fabbrica), al boom degli Anni 60, coi primi caroselli di Mina firmati da Valerio Zurlini, passando per gli anni della contestazione e della crisi economica del decennio seguente.Il ricavato dello spettacolo è stato interamente devoluto al Nuovo Ospedale dei Bambini di Parma intitolato proprio a Pietro Barilla. In sala, tra gli altri, la cantante Laura Pausini, Umberto Veronesi, Luca Cordero di Montezemolo, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e l’ex premier Silvio Berlusconi “Un ricordo vivo e un’attenzione-investimento sui giovani che continuerà con una Borsa di Studio.Il ciclo di iniziative a cent’anni dalla nascita di Pietro Barilla continua oggi all’Università Bocconi di Milano e sono previsti appuntamenti anche all’Università di Parma. Giovedì 18 aprile, a partire dalle ore 9, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), si terrà L’insegnamento di Pietro Barilla: il nostro modo di fare impresa, una conversazione della famiglia Barilla, che da quattro generazioni è alla guida di un simbolo del Made in Italy nel mondo, con gli studenti dell’Università di Parma.L’evento, promosso dal corso di laurea in Economia e Management e dal Master in Marketing Management dell’Ateneo in occasione del centenario della nascita di Pietro Barilla (16 aprile 1913) e visibile in diretta web, vuole essere un’occasione di incontro con i giovani per raccontare un modello imprenditoriale da sempre ispirato alla sostenibilità sociale, economica e ambientale, alla passione per il gusto e all’equilibrio nutrizionale del buon cibo. L’omaggio al «Signor Pietro» continua. E se “Il Signor Pietro” fosse vivo nell’Italia di oggi, cosi smarrita e infelice? «Ci inviterebbe tutti – ha concluso Guido Barilla – a vivere in pace. A provare a diluire la tensione e non farsi sconfiggere dall’infelicità».Il Gruppo Barilla Nata a Parma nel 1877 da una bottega che produceva pane e pasta, Barilla è oggi tra i primi Gruppi alimentari italiani, leader mondiale nel mercato della pasta, dei sughi pronti in Europa continentale, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti nei Paesi scandinavi.Attualmente il Gruppo Barilla possiede 42 siti produttivi (14 in Italia e 28 all’estero) ed esporta in più di 100 Paesi. Dagli stabilimenti escono ogni anno circa 2.500.000 tonnellate di prodotti alimentari, che vengono consumati sulle tavole di tutto il mondo, con i marchi: Barilla, Mulino Bianco, Voiello, Pavesi, Academia Barilla, Wasa, Harrys (Francia e Russia), Golden Toast (Germania), Misko (Grecia), Filiz (Turchia), Yemina e Vesta (Messico). Ai marchi di prodottosi affianca il marchio First per i servizi di vendita al dettaglio.La coerenza con principi e valori antichi ma sempre attuali, la gestione delle risorse umane come patrimonio fondamentale e i sistemi di produzione all’avanguardia fanno di Barilla una delle aziende alimentari più stimate nel mondo come espressione del “saper fare” italiano.www.barillagroup.it

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