PARMALAT Bondi: «Bravi i francesi: io non ho avuto il coraggio»


COLLECCHIO 15 luglio «Volevo far crescere Parmalat: a questo doveva servire il famoso tesoretto. Ma forse mi è mancato il coraggio di fare il passo». Per la prima volta, l’ex ad Enrico Bondi, ricostruisce, dal suo punto di vista, la vicenda del gruppo di Collecchio, dall’arrivo nel 2003 all’indomani del peggiore crac della storia italiana, alle tappe del risanamento «grazie al Sistema Italia, dal governo ai fornitori e ai lavoratori» fino al passaggio nelle mani dei francesi di Lactalis: e quasi con pudore pronuncia la parola «sconfitta». «Le cose si fanno o non si fanno: chi non riesce a farle ha perso. E io non sono riuscito a far compiere a Parmalat il salto di qualità che serviva». Ma subito il manager si riprende: «Guardiamo le cose da un altro punto di vista: invece di integrare qualcosa in Parmalat, è Parmalat che è stata integrata in qualcos’altro. Non so se avrei fatto un’operazione a debito così importante: loro hanno avuto l’occasione e l’hanno colta. Al nuovo gruppo faccio le congratulazioni e i migliori auguri». E qui uno scatto d’orgoglio: «Parmalat è uscita dal fallimento, il mercato è stato ripagato: che cosa potevamo fare di più?».

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