CARIPARMA FINANZA I PIANI DI SVILUPO DELLA PIZZAROTTI


PARMA 12 GENNAIO – Dare seguito al progetto di crescita avviato nel biennio scorso dal terzo maggiore general contractor italiano, con la volontà di portarlo alla piena attuazione nel triennio 2011-2013. Questo l’obiettivo che ha guidato il Gruppo Crédit Agricole nell’organizzazione della linea di credito a favore di Impresa Pizzarotti. Al fianco di Cariparma – che ha capofilato l’operazione – e Crédit Agricole CIB SA, sono intervenuti quali finanziatori altri importanti istituti tra cui Banca Popolare di Milano Scarl, Banca Carige Spa, Mediocreval Spa e Banca Reale Spa. Per sostenere il programma di investimenti previsti dal piano industriale del Gruppo Pizzarotti, gli istituti hanno predisposto una linea di credito a medio lungo termine per un importo di 75 mln di euro. “L’organizzazione del finanziamento sindacato – ha spiegato Carlo Piana, Direttore Centrale di Cariparma – rappresenta un ulteriore tangibile esempio della capacità del Gruppo Crédit Agricole di assistere la propria clientela con i servizi di banca universale offerti in un contesto di perfetta sinergia da Cariparma, la banca commerciale domestica del Gruppo, e da Crédit Agricole CIB SA, la banca di investimento globale”.“Il Gruppo Pizzarotti, da sempre protagonista nel processo di modernizzazione infrastrutturale del Paese, ha redatto un piano triennale che registra un significativo incremento dei volumi di produzione medi attesi – ha affermato il Presidente Dott. Paolo Pizzarotti. Uno dei principali driver della crescita dimensionale è rappresentato dall’importante presenza del Gruppo nel settore delle concessioni di infrastrutture primarie che richiede, nel breve termine, investimenti di risorse finanziarie in “equity” che saranno in parte assicurati dal finanziamento capofilato dal Gruppo Credit Agricole. Gli istituti finanziatori, in un contesto congiunturale che certo non facilita il rapporto banca-impresa, si sono dimostrati attenti e puntuali nel valutare e sostenere il processo di ulteriore sviluppo delle attività del nostro Gruppo, in tal senso facilitati dall’attività di coordinamento svolta dalla capofila. Di tale sostegno beneficerà non solo il nostro Gruppo, ma il sistema Paese in generale nel processo di sviluppo infrastrutturale e, non per ultimo, per le significative ricadute occupazionali che tali attività producono”.

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