Barilla:6 mld ricavi entro 2020, focus Brasile-Asia-Russia


parma 11 giugno -Arrivare alla soglia di 6 miliardi di ricavi, con il raddoppio del fatturato da qui al 2020 (al netto della cessione di Lieken). E’ questo il piano di sviluppo immaginato a casa Barilla e descritto ad Affari&Finanza di Repubblica dal vicepresidente del gruppo, Paolo Barilla.Spingere di piu’ sulle vendite all’estero significa sia piu’ export che nuove fabbriche fuori dall’Italia, ha spiegato il manager aggiungendo che il prossimo obiettivo “sara’ il Sudamerica e in particolare il Brasile” dove “abbiamo costituito una joint venture con un produttore locale e stiamo valutando la possibilita’ di realizzare un impianto produttivo nei prossimi anni”.Un altro tassello, ha proseguito Barilla, riguardera’ la Russia che “e’ un grande mercato per la pasta e dunque spingeremo al massimo sui nostri primi piatti”; “abbiamo l’ipotesi di introdurre nuove linee di produzione per la pasta, dentro a una fabbrica di nostra proprieta’ finora dedicata ai prodotti da forno”.Quanto allo sviluppo in Estremo Oriente, “abbiamo aperto un ufficio a Singapore, dove opera un team fatto di italiani e asiatici, molto concentrato nel capire le abitudini gastronomiche, il valore attribuito al prodotto italiano, eventuali declinazioni del prodotto italiano secondo il gusto locale”.In merito alla possibilita’ di acquisizioni di aziende locali, “ne faremo – ha spiegato Barilla – per produrre localmente il primo piatto italiano, ma non stiamo ancora valutando brand o impianti perche’ prima dobbiamo valutare la nostra capacita’ di reggere la nuova strategia paese per paese. A proposito dell’applicazione del nuovo business plan, “le prime sensazioni sono positive, in Brasile per esempio siamo soddisfatti di questo primo assaggio. Nel nostro cruscotto vediamo che nel 2013 le vendite in Europa dovrebbero crescere del 2%, in America del 10% dove a trainare e’ la pasta, negli altri Paesi dovremmo registrare un aumento dell’11% come effetto soprattutto di esportazioni dall’Italia”; “la situazione finanziaria presente e’ del tutto sostenibile”. “Nei primi 5 mesi dell’anno – ha concluso – siamo piu’ o meno in linea con il budget. In Italia stiamo soffrendo la situazione di difficolta’ generale, ma il presidio rimarra’ molto forte: la nostra strategia globale non implica in alcun modo un abbandono della nostra madrepatria. Per noi fratelli, anche per quel che ci ha lasciati in eredita’ nostro padre in termini di valori, la responsabilita’ dell’imprenditore verso la comunita’ sociale in cui siamo nati e operiamo non e’ materia da mettere tra parentesi”.

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