Cresce l’export delle PMI italiane: l’operatività commerciale estero del Gruppo Cariparma Crédit Agricole nel 2012 è aumentata del 7%


parma 11 febbraio Parola d’ordine: internazionalizzazione. Continua a crescere l’export italiano, anche per le PMI: il Gruppo Cariparma Crédit Agricole ha registrato nel 2012 una crescita del 7% nell’operatività commerciale con l’estero delle proprie aziende rispetto all’anno prima, in un contesto di mercato che ha segnato a novembre una crescita del 3,6%, confermando la vocazione del nostro Paese, nonostante la crisi, allo sviluppo estero.Proprio per fare il punto sul tema e fornire una panoramica completa di tutti i diversi aspetti (commerciali, legali, societari, finanziari) che è necessario conoscere per poter crescere all’estero, in particolare in Francia, il Gruppo ha organizzato ieri un convegno in collaborazione con Crédit Agricole CIB, società del Gruppo Agricole specializzata nell’investment banking, ERAI, l’Agenzia per l’Internazionalizzazione della Regione Rhône-Alpes, lo Studio Gusmitta e Fi.Solutions, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di aziende emiliane e lombarde.Dal convegno è emerso come, rispetto al calo generalizzato degli altri Paesi UE, le esportazioni in Francia siano aumentate negli ultimi tre anni e il Paese resti per l’Italia il principale mercato di investimento in Europa con 2.700 aziende italiane insediate per 100.000 posti di lavoro. Investimenti che provengono principalmente da Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.Il Gruppo, che gode del network del Crédit Agricole presente in oltre 70 Paesi del mondo e offre servizi specializzati per le imprese del territorio, nell’anno appena trascorso ha operato in 90 Paesi. Cina, Giappone, Corea, Algeria, Tunisia e come fenomeno emergente la Turchia, sono i paesi in cui il Gruppo sta registrando i maggiori tassi di crescita per traffico commerciale estero. Tra i settori più attivi sui nuovi mercati fanno da padroni la meccanica e l’agroalimentare, entrambi comparti sui quali Cariparma Crédit Agricole ha aumentato la propria quota di mercato in materia di impieghi per l’export rispettivamente del 51% e del 26%, dati che dimostrano come le aziende abbiano la capacità e la volontà necessarie per costruire una solida attività all’estero, anche le Pmi del territorio.Tra le richieste ricorrenti e le principali esigenze delle aziende quella di una consulenza specifica in loco per insediarsi e aumentare il presidio commerciale, la volontà di ricercare partnership commerciali e il sostegno a ricerca e sviluppo.

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