BENE LA PRIMA EDIZIONE DELLA FIERA FUTUREBUILD A PARMA


PARMA 11 FEBBRAIO 
La rinascita delle città sarà la rinascita dell’edilizia. E viceversa. Un’edilizia «green» che più che costruire vuole ricostruire là dove la parola d’ordine è riqualificare: edifici, quartieri, centri abitati. Nel segno del rispetto per l’ambiente e del risparmio energetico. E’ questa la sfida lanciata A PARMA con la prima edizione di Future Build, il salone della sostenibilità che ha visto tra i protagonisti il direttore generale vicario dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Antonio Gennari. Sguardo rivolto avanti («Costruire e abitare nel futuro» è il sottotitolo della quattro-giorni), ma ampia attenzione al presente che, nessuno lo nasconde, significa crisi. Da qui l’impegno dell’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli a convocare per il 19 febbraio un tavolo sull’edilizia per trovare vie di sbocco. 
Inaugurazione E’ stato proprio Muzzarelli, ieri mattina, a tagliare il nastro. Visita alla Fiera delle autorità e quindi il convegno inaugurale, organizzato con la collaborazione dell’Upi. «Negli ultimi cinque anni il settore ha perso in termini di volumi il 30% della produzione – evidenzia Gennari, dopo aver portato i saluti del presidente Paolo Buzzetti, assente per impegni istituzionali – . Si tratta del livello più basso degli ultimi 40 anni e va detto che le politiche pubbliche non hanno favorito gli investimenti: dal 2008 al 2012 sono calati del 38% e pensiamo che nel 2013 si arriverà a un meno 40%». A questo punto, la via di salvezza è invertire la rotta. 
«Il 60% del Pil si crea nelle città – ricorda Gennari –, i Paesi hanno un maggiore sviluppo nel momento in cui le città diventano luoghi efficienti e attrattivi. Un inizio di percorso è il Piano Città concordato con il viceministro Ciaccia per la ristrutturazione urbana». Perché ristrutturare vuole dire anche rigenerare, demolire e ricostruire, creare socialità e benessere. Non a caso l’Ance vorrebbe una sorta di piano di rinascita delle scuole, con gli edifici riqualificati e trasformati «in veri e propri centri di aggregazione». L’arma in più è saper cogliere i segnali positivi tra le pieghe di un mercato in sofferenza: «Gli ultimi dati Istat ci dicono che mentre i prezzi dell’usato calano, quelli delle strutture nuove aumentano grazie all’attrattività della componente tecnologica e del risparmio energetico». Un messaggio per le nuove generazioni che hanno colto anche gli studenti dell’istituto tecnico Rondani, presenti in massa con i loro insegnanti. 
Iniziative per l’ambiente Sui temi ambientali le aziende non vogliono restare indietro, come ricorda Corrado Beldì, presidente di Cisita Parma, che si sofferma sulla carta di sostenibilità di Confindustria, cui hanno aderito «oltre 500 imprese, 16 associazioni di categoria e 22 associazioni territoriali». Che la strada da imboccare sia quella tracciata ieri lo rimarcano anche il sindaco Federico Pizzarotti («Pensare in modo sostenibile è un fatto ormai improcrastinabile»), il presidente delle Fiere Franco Boni («Mi auguro che la ripresa non significhi consumo di spazio, ma rivisitazione dei nostri nuclei urbani»), e quello dell’ordine degli Ingegneri di Parma (che ha dato il patrocinio all’iniziativa), Angelo Tedeschi («In questa fase storica, gli ingegneri hanno una grande opportunità e responsabilità nel progettare, realizzare e riqualificare un ambiente costruito che sia anche ecosostenibile e biocompatibile»). A margine dell’incontro sono intervenuti il presidente dell’Upi Giovanni Borri: («Il futuro del settore non è entrare in aree nuove, ma mettere a norma quelle già costruite») e il presidente regionale e vicepresidente nazionale di Ance, Gabriele Buia («Il nostro impegno su queste tematiche è costante»). Presenti anche il direttore dell’Upi Cesare Azzali, il prefetto Luigi Viana, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli.
 La fiera si è conclusa ieri.

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