barilla presenta il bilancio di sostenibilità


param 11 novembre “Il modello di produzione e consumo, così come è concepito oggi, non è più sostenibile e occorre urgentemente ripensare al ruolo dell’impresa in un’ottica di responsabilità verso tutti gli stakeholder” ha ribadito in più occasioni, Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla. E va in questa direzione la pubblicazione del nuovo Rapporto di Sostenibilità di Barilla per l‟anno 2010 che, attraverso una rendicontazione chiara e trasparente, fa il punto sui risultati raggiunti nel percorso di sostenibilità che l’azienda ha intrapreso nel 2008 per affrontare sette sfide sui temi di Nutrizione, Filiera Alimentare, Ambiente, Risorse Umane, Persone, Comunità e Stakeholder. La pubblicazione utilizza per ogni area tematica una serie di indicatori che forniscono una lettura dei risultati raggiunti negli ultimi tre anni e dei passi necessari per raggiungere gli obiettivi che Barilla ha fissato per il 2014.Tra i dati più significativi: in tema di Nutrizione sono 57 i nuovi prodotti lanciati dal 2008 al 2010, molti dei quali a base di cereali integrali, frutta e verdura, e 34 riformulati con riduzione del contenuto di sale, zucchero e grassi. L’obiettivo è quello di raggiungere un totale di 60 nuovi prodotti che abbiano un profilo nutrizionale in linea con i più recenti standard internazionali e di riformulare la ricettazione di 80 prodotti già esistenti. Per quanto riguarda la tutela dell’Ambiente, con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle produzioni sulla salute del pianeta, Barilla ha diminuito del 15% il consumo di acqua e del 3,7% quello dell‟energia. È stata ridotta anche la carbon footprint dei prodotti, abbassando del 15% le emissioni di CO2 – l’obiettivo è di arrivare a meno 30% entro il 2014 – e portando al 94% la quota del packaging riciclabile. Per ciò che concerne l’impatto ambientale, la sicurezza e qualità della Filiera, si sottolinea che il 76% del grano duro utilizzato nelle varie marche del Gruppo è coltivato localmente nel paese di produzione della pasta. Inoltre, il 40% del grano duro acquistato proviene da filiera integrata, completamente gestita da Barilla.“Il percorso di responsabilità che abbiamo intrapreso ci permette di guardare al futuro con consapevolezza, coscienza e volontà di essere parte attiva per uno sviluppo sostenibile locale e globale”, afferma Massimo Potenza, amministratore delegato del Gruppo Barilla. “Mi piace ricordare che la sostenibilità è responsabilità e lavoro quotidiano di tutti noi. In questo modo sosterremo il percorso di crescita della nostra azienda nel lungo periodo e contribuiremo a costruire un futuro migliore, per tutti noi”.Il Gruppo BarillaNata a Parma nel 1877 da una bottega che produceva pane e pasta, Barilla è oggi tra i primi Gruppi alimentari italiani, leader mondiale nel mercato della pasta, dei sughi pronti in Europa continentale, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti nei Paesi scandinavi.Attualmente il Gruppo Barilla possiede 43 siti produttivi (13 in Italia e 30 all’estero) ed esporta in più di 100 Paesi. Dagli stabilimenti escono ogni anno circa 2.500.000 tonnellate di prodotti alimentari, che vengono consumati sulle tavole di tutto il mondo, con i marchi: Barilla, Mulino Bianco, Voiello, Pavesi, Alixir, Academia Barilla, Wasa, Harry’s (Francia e Russia), Lieken Urkorn e Golden Toast (Germania), Misko (Grecia), Filiz2/2(Turchia), Yemina e Vesta (Messico). Ai marchi di prodotto si affiancano i marchi Number 1, società del Gruppo specializzata in servizi logistici, e First per i servizi di vendita al dettaglio.La coerenza con principi e valori antichi ma sempre attuali, la gestione delle risorse umane come patrimonio fondamentale e i sistemi di produzione all’avanguardia fanno di Barilla una delle aziende alimentari più stimate nel mondo come espressione del “saper fare” italiano.

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