L’Agenzia delle Entrate di Parma scopre un’evasione da 350mila euro


PARMA 1 SETTEMBRE Con quasi 300 condomìni gestiti, dichiarava appena 36mila euro. A Parma, uno studio di amministratori condominiali ha nascosto al Fisco oltre 230mila euro di reddito imponibile, a cui si aggiungono 70mila euro di ritenute indebitamente trattenute e 45mila euro di Iva evasa. Questi i principali risultati dell’operazione “Casa dolce casa” realizzata dall’Agenzia delle Entrate di Parma.La verifica, nata dal lavoro di intelligence della struttura Governo e Analisi della Direzione Provinciale sulla platea di amministratori condominiali, ha scoperto a carico dello studio un’ampia gamma di irregolarità. Tra queste, la violazione più significativa riguardava gli onorari: a fronte dei 200mila euro di compensi regolarmente fatturati, quasi altrettanti (190mila euro) finivano in “nero”, senza il rilascio della fattura.Il disegno evasivo si è spinto ancora oltre, attraverso un trattamento contabile che gli 007 del Fisco hanno definito “quantomeno singolare”: alcune spese – persino i necrologi e le targhette per citofoni – che l’amministratore sosteneva per conto dei condomìni venivano duplicate, figurando non solo sul bilancio del condominio interessato, ma anche su quello dello stesso amministratore, con il conseguente abbattimento del reddito imponibile. L’indagine si è allargata anche alle ditte fornitrici collegate allo studio posto sotto controllo: in questo caso i funzionari della Direzione Provinciale di Parma hanno scoperto la mancata fatturazione o la sotto-fatturazione dei compensi. In altri casi, infine, venivano addebitati ai condomìni dei preventivi di spesa non documentati da fattura e intestati a una società fantasma.

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