ecco le nuove date assemblee parmalat


parma 1/4/2011Il cda di Parmalat ha rinviato l’assemblea: lo ha confermato all’uscita dalla riunione il consigliere Andrea Guerra, che è anche amministratore delegato di Luxottica. Il consigliere Carlo Secchi interpellato dai cronisti al termine del cda sulla nuova data dell’assemblea ha risposto: «A giugno». In una nota si legge che l’assemblea è fissata per il 25, 27 e 28 giugno, anziché il 12, 13 e 14 aprile. Quell’assemblea deciderà la nuova governance del gruppo di Collecchio.UNA DECISIONE ATTESA. Il rinvio era considerato come probabile. La normativa contro le scalate emanata dal governo dà la possibilità di rinviare l’assemblea nel caso ci siano concrete manifestazioni di interesse da parte di soggetti alternativi a quelli già in campo. Così è stato. Ieri sera è arrivata la notizia: Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit inviano una lettera annunciando la cordata italiana. Il tutto mentre la Cassa depositi e prestiti, sull’assist del Governo con l’allungamento dei tempi, incassa il «via libera» a scendere in campo.«Ci sono contatti preliminari per valutare che cosa si può fare», ha aggiunto oggi Claudio Sposito, amministratore delegato del fondo Clessidra, in merito alla possibile partecipazione a una cordata italiana per Parmalat a margine del forum Ambrosetti di Cernobbio.LACTALIS AVEVA SCRITTO AL CDA: "NO AL RINVIO". Lactalis ha inviato una lettera al consiglio d’amministrazione di Parmalat. Secondo quanto apprende l’agenzia Ansa in ambienti vicini al gruppo francese, nella missiva è scritto che l’Antitrust Ue non è un motivo per rinviare l’assemblea e che sono stati superati i termini previsti dallo statuto e dalle legge per procedere a una nuova convocazione dei soci.LA CORDATA ITALIANA SI «PRESENTA» AL CONSIGLIO. La lettera spiega che i tre istituti di credito intendono prestare consulenza nella strutturazione di un’operazione coerente col provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri. Resta in standby la Ferrero ma sono pronti a partecipare alla cordata pure Tamburi, Palladio e Granarolo.Sicuramente in campo invece c’è la Cassa depositi e prestiti (Cdp) che grazie a un decreto già in Gazzetta Ufficiale ha ora i poteri per investire in società ritenute strategiche al sistema Paese. La Cassa depositi e prestiti potrà infatti «assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese».Il decreto è stato emanato subito dopo il provvedimento varato in sede di consiglio dei ministri che ha autorizzato Giulio Tremonti «a predisporre e attivare strumenti di finanziamento e capitalizzazione, analoghi a quelli in essere in altri Paesi europei, strumenti mirati ad assumere partecipazioni in società di interesse nazionale rilevante in termini di strategicità del settore». E il riferimento all’estero ricorda molto la francese Caisse des Depots et Consignation che possiede il 51% del Fond Strategique d’Investissement (Fsi), costituito nel 2008 su iniziativa di Nicolas Sarkozy per intervenire a sostegno del capitale delle imprese francesi in caso di scalate straniere.L’UNIONE EUROPEA "OSSERVA" LACTALIS. A tutto questo si aggiunge Bruxelles, dove il blitz di Lactalis sul capitale di Parmalat (che ha il 28,97%) è finito sotto la lente di due commissari: il responsabile Antitrust Joaquin Almunia e il responsabile del Mercato interno Michel Barnier. Ieri Lactalis ha detto che l’ingresso nel capitale di Parmalat «non va considerato come un’acquisizione del controllo della Parmalat», precisando che il regolamento comunitario «prevede, per il caso in cui sussista un passaggio di controllo». E che in definitiva sono con la loro quota (quasi il 30%) intenzionati solo ad esercitare «il voto in occasione della prevista riunione dell’assemblea dei soci» del prossimo 12, 13 o 14 aprile. Sempre che, appunto, l’assemblea non venga rimandata.CONFCONSUMATORI CONTRO LACTALIS. L’associazione Confconsumatori ha annunciato di aver presentato un esposto alla Consob contro Lactalis, per chiedere all’organo di vigilanza sulla Borsa di effettuare verifiche sul rispetto della normativa sulle opa (chi superasse il 30% del capitale di un’azienda quotata in Borsa sarebbe obbligato, per legge, a lanciare un’offerta pubblica d’acquisto – opa su tutto il capitale). L’iniziativa è oggetto di una conferenza stampa in Ateneo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet