A PARMA La Camera di Commercio cerca sessanta nuovi conciliatori-mediatori


PARMA 1 MARZO – La Camera di commercio di Parma cerca 60 “mediatori”, ossia professionisti terzi, esterni all’ente, ai quali affidare i tentativi di mediazione-conciliazione in materie civili e commerciali che saranno richiesti al servizio camerale. Si avvicina infatti la data in cui il percorso alternativo all’azione legale diventa obbligatorio in molti casi, con conseguente aumento di domande rispetto a prima, quindi la Cciaa si sta attrezzando per allargare il numero di professionisti da impiegare per svolgere il servizio: dal 20 marzo le controversie per le quali andrà fatto un tentativo di conciliazione prima di un’eventuale causa civile sono quelle riguardanti diritti reali, divisione, eredità, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento di danno da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Non rientrano per ora in queste materie, al contrario di quanto annunciato nei mesi scorsi, le questioni di condominio e per risarcimento di danno da veicolo e imbarcazione: Il cosiddetto decreto “milleproroghe”, approvato il 26 febbraio, ha infatti posticipato di un anno l’obbligatorietà del tentativo di mediazione in questi campi. I requisiti per gli aspiranti mediatori sono due: aver frequentato e superato uno specifico corso di formazione presso uno degli organismi abilitati dal Ministero della Giustizia, appartenere da almeno 5 anni a un ordine o un collegio professionale o, in alternativa a quest’ultimo requisito, aver gestito almeno tre casi di mediazione o conciliazione. La domanda d’iscrizione andrà fatta on-line sul sito www.pr.camcom.it: la procedura rimarrà aperta dalle ore 9 dell’8 marzo fino alle ore 12 del 15 marzo; potrà essere chiusa anche prima, al raggiungimento di sessanta adesioni. « Anche in questo caso – ha detto il Presidente della Camera di Commercio, Andrea Zanlari – cioè di fronte alla novità epocale introdotta dal Decreto legislativo 28/2010 che di fatto riforma un pezzo di giustizia civile, il nostro ente vuole farsi trovare pronto per servire al meglio il cittadino o l’azienda che si rivolgerà a noi. L’intero sistema camerale, con il quale stiamo collaborando in queste settimane preparatorie, accoglie con fiducia questa svolta, perché rendere obbligatorio un tentativo di soluzione stragiudiziale in tante materie civili significa semplificare e far risparmiare tempo e denaro alle persone e alle imprese».

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