Rodolfi Mansueto pomodoro “da record ” in Italia in materia di certificazioni


PARMA 1 NOVEMBRE La Rodolfi Mansueto ha conseguito la certificazione etica SA8000. Sale così a nove il numero totale delle certificazioni in possesso dell’azienda: un caso unico in Italia tra le realtà che operano nel campo della produzione e della trasformazione del pomodoro.Lo standard SA8000 definisce la responsabilità sociale di un’impresa nei confronti dei lavoratori: questa certificazione si basa sulle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale per la Tutela dei Diritti dei Lavoratori, sulla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, sulle convenzioni ONU a tutela dei diritti delle donne e dei bambini.Nel caso di Rodolfi Mansueto, forte è l’impegno profuso in termini di formazione del personale e di tutela della sicurezza dei lavoratori. A parlarne è il dr. Giovanni Minardi, che in Rodolfi Mansueto è Responsabile dell’area Qualità, Ambiente e Sicurezza: «Nel corso del 2012 abbiamo lanciato un progetto di formazione ad hoc per i lavoratori della fascia d’età compresa tra i 19 e i 25 anni: in termini numerici, rappresentano il 70% circa della forza lavoro stagionale. L’obiettivo di questa iniziativa era quello di sensibilizzare i giovani sul tema della sicurezza sul posto di lavoro: lo possiamo considerare pienamente raggiunto in quanto nei primi otto mesi di quest’anno abbiamo azzerato gli infortuni che li riguardano».Come anticipato, Rodolfi Mansueto è l’unica industria di trasformazione del pomodoro a poter vantare nove certificazioni. La prima è la ISO 9001, conseguita nel 1996. Una curiosità: a riprova dell’attenzione per la qualità che contraddistingue l’azienda, quello della Rodolfi è il certificato numero tre a livello nazionale per il settore alimentare.A decorrere dalla campagna del pomodoro 2005, la Rodolfi Mansueto ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001. «La ISO 14001 rappresenta il riconoscimento delle politiche di tutela dell’ambiente che la nostra azienda mette in atto – spiega il dr. Aldo Rodolfi, Amministratore Delegato -. Voglio ricordare che la Rodolfi Mansueto ha la propria sede principale all’interno del Parco Regionale Fluviale del Taro. Negli anni abbiamo fatto investimenti importanti per rinnovare i propri impianti produttivi, selezionando tecnologie all’avanguardia con l’obiettivo di ridurre il consumo di acqua, non più impiegata, ad esempio, nel trasporto dei pomodori lungo le linee. Inoltre disponiamo di un sistema di filtrazione e depurazione che ci permette di riutilizzare le acque reflue nel ciclo produttivo».«Nel 2011, poi, abbiamo implementato un impianto fotovoltaico – continua Aldo Rodolfi -: la potenza massima è di 930 kWp. Siamo così in grado di coprire circa il 13% del nostro fabbisogno di energia elettrica. Infine, abbiamo adottato una rigorosa politica di raccolta differenziata».Nel 2008 è arrivata la certificazione ISO 2205: lo standard in questione definisce la rintracciabilità di filiera, che nel caso della Rodolfi Mansueto parte dal seme (lotto e varietà), passa per il campo in cui il seme stesso è trapiantato per arrivare al prodotto finito. L’impegno dell’azienda è verso una produzione tendente al Km zero: il 30% del pomodoro fresco che la Rodolfi Mansueto trasforma arriva dal circondario, quindi dalle province di Parma, Piacenza e Mantova, tutte nella Pianura Padana. La Rodolfi Mansueto è poi in possesso della certificazione biologica per la lavorazione del pomodoro, in conformità con i regolamenti CE 834/07 e CE 880/08, della certificazione BRC Global Standard for Food Safety, fondamentale per poter esportare i prodotti in quanto riconosce l’affidabilità aziendale, e della certificazione IFS (International Food Standard) “Higher Level”, relativa all’igiene e alla sicurezza del prodotto alimentare. Infatti, come spiega il dr. Giovanni Minardi «Su un totale di 150 ore di formazione erogate ai nostri lavoratori nel corso degli ultimi 12 mesi, il 40% circa ha riguardato proprio quest’ultimo tema».In relazione ad alcuni mercati particolari, poi, la Rodolfi Mansueto, possiede certificazioni specifiche. A parlarne è il Sales Manager Tiziano Freccia: «Con riferimento al mercato ebraico interno, abbiamo conseguito la certificazione kosher, che garantisce ai consumatori l’accurata scelta degli ingredienti utilizzati, escludendo rischi di cross contamination. Con riferimento al Giappone, uno dei nostri mercati di riferimento (insieme con Germania e Canada), dove esportiamo principalmente il doppio concentrato di pomodoro, abbiamo conseguito la certificazione JAS, che definisce gli standard per i prodotti agricoli vegetali freschi e trasformati biologici destinati al Paese del Sol Levante».

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