Pos, calo contenutoin Emilia Romagna


BOLOGNA, 2 AGO. 2013 – In Emilia-Romagna tra 2012 e 2011 il numero dei P.O.S., le apparecchiature per effettuare pagamenti con bancomat e carte di credito, è diminuito soltanto del 2%, un valore uguale a quello rilevato in Friuli Venezia Giulia e che è anche il più basso in Italia. La situazione migliore solo in Trentino Alto Adige, dove le postazioni per il pagamenti elettronici sono cresciute del 3%. A rilevare questa tendenza è CPP Italia (www.cppdirect.it), società del gruppo inglese CPP specializzata nella protezione delle carte di pagamento, che nel nostro paese ha oltre 700 mila clienti e assicura più di 3 milioni di carte di credito.Esaminando il dettaglio provinciale si nota che a Forlì nell’anno in esame il numero dei P.O.S. è diminuito dell’8%, in linea con la media nazionale, mentre a Bologna la riduzione è stata del 7%. Secondo le elaborazioni di CPP Italia il calo delle apparecchiature per i pagamenti elettronici è stato del 3% a Piacenza come a Rimini, mentre si è attestato rispettivamente al 2% e 1% nelle province di Parma e Ravenna.“Le possibili cause di queste riduzioni – spiega Walter Bruschi, chairman NE di CPP Sud Europa – sono riscontrabili da un lato nella crisi economica che ha fatto chiudere molti esercizi commerciali, dall’altro in una ingiustificata diffidenza degli italiani nell’utilizzo degli strumenti alternativi al contante, ancora utilizzato nel 90% delle transazioni contro una media europea di circa il 70%”.“Per invertire questa tendenza – aggiunge Bruschi – sarebbe opportuno realizzare delle campagne di ‘educazione’ all’utilizzo consapevole e sicuro della moneta elettronica. Bancomat e carte di credito sono, infatti, molto più sicure del contante: in caso di furto di un portafoglio, ad esempio, il denaro sarà irrimediabilmente perso, mentre le plastic card potranno essere facilmente bloccate. Anche in caso di clonazione, poi, sarà sufficiente denunciare la propria estraneità agli acquisti fraudolenti per vedersi rimborsare le somme ingiustamente addebitate. A tutto questo – conclude Bruschi – si lega il tema più che mai attuale della tracciabilità dei pagamenti e della lotta all’evasione fiscale”.Si sono mosse in controtendenza le province di Reggio Emilia, dove i P.O.S. tra 2011 e 2012 sono cresciuti del 2%, e Modena e Ferrara, ciascuna delle quali ha visto crescere del 4% le apparecchiature per effettuare pagamenti con bancomat e carte di credito.Allargando l’arco temporale dell’indagine agli ultimi 8 anni, periodo 2004-2012, CPP fa notare che in Emilia-Romagna il numero dei P.O.S. è cresciuto del 47% e che il rialzo maggiore (+52%) si è verificato in ciascuna delle province di Forlì e Modena e Parma. Seguono Ravenna (+51%), Bologna (+48%), Piacenza (+46%), Reggio Emilia (+44%) e Rimini (+41%). Chiude la classifica Ferrara, dove le postazioni per i pagamenti elettronici sono cresciute del 34%.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet