Porto di Ravenna, da maggio i lavori per l’area fanghi


Il porto di Ravenna tira dritto col suo progetto per creare un hub da 200 milioni di euro, di cui 60 ottenuti formalmente nel giugno 2013, dopo un po’ di braccio di ferro, dal Governo. Il piano aggiornato verrà ora presentato al Cipe un po’ prima del previsto, “tra fine maggio e inizio giugno”. Ma questo solo dopo una conferenza pubblica sul territorio dove verrà annunciata, “senza più discussioni” ovvero “con o senza accordo”, l’area di destinazione dei materiali di escavo per l’approfondimento dei fondali. In ballo resta un milione di metri cubi di materiali.

“Diremo chi ha ‘vinto’ tra i candidati, Eni, ex Sarom, Alma Petroli, vediamo. L’individuazione dell’area ancora non c’è. Avremo sicuramente dei problemi coi comitati, ma li gestiremo. A Roma si dice a chi tocca nun se ingrugna”, rilancia oggi il presidente dell’Autorità portuale di Ravenna, Galliano Di Marco.

Il numero uno ne parla a margine del convegno alla Camera di commercio sulle dogane: “Il sistema è un’eccellenza italiana, non tutti lo sanno. Quello che hanno fatto da noi a partire dallo sportello unico rappresenta un recupero di efficienza micidiale. È inutile investire 200 milioni di euro sull’hardware se non poi non sei efficiente sul software, se le navi arrivano e poi ci metti tre settimane a sdoganare la merce”, riconosce Di Marco.

Ora però sull’hardware non si può più aspettare: “Presenteremo tra fine maggio e inizio giugno il progetto al Cipe, punto. Con o senza accordo con tutti gli stakeholder vari. Se al Cipe qualcuno non dovesse approvare si assumerà le proprie responsabilità”. Questo rischio, precisa il presidente portuale, “non c’è, ma sicuramente avremo dei problemi col territorio”. Stiamo finendo tutte le campionature, abbiamo speso 1,2 milioni di euro e a fine aprile saranno terminate. Poi individueremo per l’ultima volta con Regione, Provincia e Comune le possibili aree di destinazione. Dopodichè, è mia intenzione come autorità portuale organizzare una presentazione pubblica a metà maggio non per discutere, ma per dire ‘questo è il progetto’. In trasparenza”.

Di Marco non nega il malcontento ma “deve esserci una differenza tra chi è potenzialmente danneggiato dal progetto perchè abita nei paraggi, vicino alle casse di colmata, e quelli che strumentalizzano il finto ambientalismo a fini di lotta politica: mi riferisco, per fare un esempio, al No Tav di Palermo che per la Val di Susa manifesta a Ravenna davanti alla Cmc”.

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