Porti: “No ad accorpamento Ravenna e Ancona”


Un’Autorità Portuale unica per gli scali di Ravenna e Ancona, come prospettato dal governo, “è un grave errore”. Lo sostiene Natalino Gigante, presidente della Camera di commercio di Ravenna. “L’ipotesi Delrio – ha detto Gigante – appare come una proposta di ingegneria organizzativa volta al contenimento delle Autorità portuali con obiettivi di risparmio ma non attenta alle dinamiche del mercato degli scambi. Nella riorganizzazione delle infrastrutture logistico-portuali dovrebbero invece emergere piattaforme regionali e intraregionali che rispettino e valorizzino le diverse vocazioni dei territori di riferimento”. “Il porto di Ravenna – sostiene la Camera di commercio – movimenta quasi 10 milioni di tonnellate di rinfuse solide contro le circa 600 mila del porto di Ancona e movimenta più del doppio dei contenitori di Ancona (2,5 milioni contro 1). Il porto di Ancona è invece specializzato nel trasporto passeggeri, imbarca e sbarca circa 1,2 milioni di passeggeri contro i 100 mila del nostro porto”. Al centro delle critiche anche la procedura di nomina del presidente dell’Autorità portuale che spetterebbe al Ministro, sentito il presidente di Regione interessata. Sopprime inoltre i comitati portuali. “Gli organi camerali – dice Gigante – criticano aspramente queste scelte. Non sono la soluzione per affrontare concretamente il problema di una composizione più innovativa delle Autorità portuali e, soprattutto, il non coinvolgimento degli enti locali nella designazione dei presidente allontana le politiche territoriali da quelle delle autorità portuali. Non si è partiti nel verso giusto e si ripete un film già visto per altri enti”.

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