“Porte aperte al Cie di Modena”


MODENA, 3 MAG. 2010 – Interruzione di funzione religiosa e calunnia. Sono i reati di cui devono rispondere gli autori del blitz andato in scena ieri nel Duomo di Modena, durante la messa delle 11. Mentre i fedeli erano intenti all’ascolto delle parole del vangelo, quattro ragazzi muniti di megafono e volantini hanno fatto irruzione protestando contro i centri di identificazione ed espulsione degli immigrati.Al centro delle frasi urlate la Confraternita della Misericordia, l’ente che ha in appalto la gestione dei centri Cie di Modena e Bologna, accusato di arricchirsi "sulla pelle degli immigrati internati", si legge nel volantino che i dimostranti hanno distribuito. "In questi lager – continua il foglietto fotocopiato – viene rinchiuso chi ha la colpa di non avere in tasca il pezzo di carta giusto per stare in Italia. La misericordia nasconde dietro una facciata caritatevole un business sanguinario fatto di pestaggi, violenze e soprusi". Solo poche copie del foglietto sono state sparse per il Duomo, perché due poliziotti che partecipavano alla funzione religiosa hanno prontamente fermato gli autori del blitz. Questi, nelle frasi pronunciate a gran voce, hanno preso di mira il presidente della Confraternita, Daniele Giovanardi, chiamandolo "assassino".Giovanardi è abituato ad essere bersaglio degli anarchici. Rassegnato, in un primo momento si è definito solo un servitore della legge dello Stato. Poi oggi in una nota ha annunciato di voler aprire le porte del Cie, "così i cittadini potranno valutare il nostro lavoro". Al crescendo di "violenze verbali e materiali", Giovanardi dice di non avere soluzioni, "posso solo osservare che i Cie derivano da una legge dello Stato sostenuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini, e vorrei tanto che i cittadini stessi potessero toccare con mano le difficoltà della gestione".

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