Porcellum, un mese per cancellarlo col referendum


BOLOGNA, 24 AGO. 2011 – I referendum sono come gli esami, non finiscono mai. Dopo l’acqua pubblica, il nucleare bandito, il legittimo impedimento definitivamente affossato, un altro passo da compiere è il ripristino di una legge elettorale decente. Attualmente, quella in vigore, fa schifo, a partire dal nome che le è stato affibbiato: porcellum. Nella sostanza, che puzza di aria stagnante, permette alle segreterie di partito di scegliere i candidati che andranno a sedersi in Parlamento e Senato. La proposta di un referendum per abrogare tale possibilità è stata presentata a Bologna da un comitato che è già pronto coi banchetti per le strade. La raccolta di firme (500.000) necessarie a presentare il quesito ha infatti i giorni contati: il tutto va concluso entro il 25 settembre. Per chi vuole aderire è possibile recarsi anche negli appositi uffici di tutti i comuni."E’ un’impresa disperata, ma è di questi tempi che servono imprese disperate", ha detto Artuto Parisi, uno dei compagni d’avventura del comitato. Della partita si sono detti i seguenti partiti: Democratici, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei Valori, Partito Liberale, Unione popolare e Referendari di Segni. Il Pd, per aggiustare l’attuale legge elettorale, ha preferito prendere la strada del Parlamento. Un modo di agire che dalla base, secondo Parisi, non è del tutto condiviso. "Noi vediamo tra gli elettori democratici un moltiplicarsi di posizioni tanto che quella ufficiale del partito non è più sufficiente", ha evidenziato Parisi, augurandosi che "ci sia consentito di raccogliere questo sentimento tra la base del Pd e di trasformarlo in firme". Insomma, ha aggiunto Parisi, "ci auguriamo che la posizione del Pd evolva e ci consenta la raccolta delle firme nelle feste".Quelli del Comitato attendono dunque una risposta dal Pd per poter presenziare alle feste del partito. "Speriamo di poter entrare nelle feste de l’Unità, nelle feste democratiche, abbiamo fatto richiesta al Partito democratico per farci accogliere, qualunque risposta sarà per noi molto significativa", ha detto il costituzionalista Andrea Morrone, presidente del Comitato promotore. Secondo lui, senza una dimostrazione forte di volontà popolare sull’onda delle consultazioni su acqua e legittimo impedimento, difficilmente potrà cambiare qualcosa: "Sembra ci sia un tacito accordo tra le forze politiche a cui questa legge in realtà non dispiace", ha sottolineato lo studioso. Della squadra fa parte anche la portavoce di Romano Prodi, l’onorevole Sandra Zampa. "Noi – ha spiegato la parlamentare – vogliamo un Parlamento fatto di persone scelte davvero dagli elettori, come avvenne quando c’era l’Ulivo. Non vogliamo più un Parlamento di persone nominate dai capi dei partiti, senza un rapporto vero con gli elettori."

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