Porcedda si presenta: “Noi come il Cagliari di Allegri”


BOLOGNA, 7 LUG. 2010 – Buon sangue non mente. E’ per questo che non ci si stupisce più di tanto se Sergio Porcedda, nuovo presidente del Bologna Calcio venuto dalla Sardegna, presentandosi alla stampa ha preso come modello per la rifondazione della squadra il Cagliari di Allegri. "Lo avete visto giocare", ha detto ai gionralisti per motivare la sua scelta. E dopotutto non si gli può dare torto, dato che la compagine isolana – peraltro anch’essa rossoblu – è stata per buona parte della passata stagione la rivelazione del campionato. Dopo aver rilevato dalla famiglia Menarini l’80% delle quote della società, Porcedda delinea anche il suo primo obiettivo: "non far soffrire la gente di Bologna, arrivare nella parte sinistra della classifica e magari fra due o tre anni giocare qualche partita all’estero". Grandi proclami, non c’è dubbio, ma l’imprenditore originario di Sanluri, lo stesso paese di Soru e di Cellino, ci tiene a sottolineare che "non sono qui per fare business". Ha scelto "l’importante piazza di Bologna – dice – per portare la mia grandissima passione per il calcio". Una scommessa in cui ha coinvolto una squadra di cui fa parte il figlio, Andrea, e "alcuni amici". Ci sarà Lorenzo Giannuzzi come vicepresidente, poi Silvino Marras come ad, Carmine Longo con il ruolo, per ora, di consulente. "Che volete farci – ha rivelato Porcedda ai cronisti – lui non voleva neanche venire". Finito "il viaggio di nozze", da domani il nuovo sposo del Bologna con i suoi collaboratori penserà a mettere in piedi la squadra, che intanto domenica si raduna. "Ma senza fretta. Vogliamo fare un programma triennale". Come anticipato nei giorni scorsi, per il mercato "il sogno è l’uruguagio Perez, ma teniamo un occhio anche alla Germania e al centro America".

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