Popolo viola in piazza a Bologna contro il bavaglio


BOLOGNA, 29 MAG – Uno striscione bianco senza scritte, a parte la data (‘Bologna, 29 maggio 2010’) e una spiegazione in un cartello: "Questo sarà il vostro giornale". Questa la simbolica testa del corteo organizzato dal Popolo viola, che nel pomeriggio di sabato ha sfilato in centro a Bologna, fino a piazza Verdi, contro la legge sulle intercettazioni telefoniche. In piazza c’erano almeno 300 persone con delegazioni del movimento antiberlusconiano provenienti da Reggio Emilia, Ferrara, Modena e perfino Trento. "Ci vogliono ridurre così, a protestare solo con la presenza e senza più parole", ha commentato Emanuela Belvedere del Popolo viola bolognese. E invece non sono mancati i cori e gli slogan contro il governo e contro la mafia. Da "Basta leggi di immunità permanente non ci farete mai cambiare idea su Marcello e su Clemente", parodia di ‘Centro di gravita’ permanenté di Battiato, a ‘Fuori la mafia dallo Stato, intercettare non e’ reato!’. Molti hanno sfilato con cerotti sulla bocca o magliette su cui c’era scritto ‘In viola contro chi viola’. Poi striscioni (ad esempio ‘Se per gli altri e’ un bavaglio, per Minzolini è un pannoloné), e musica con la Banda Roncati che ha suonato anche ‘Bella ciao’.Il corteo è partito verso le 17 da piazza XX Settembre, ha attraversato il centro e si è fermato qualche minuto in via Irnerio all’altezza del mercato settimanale. Lì c’é stato un minuto di silenzio ironico al grido ‘Scccc, ci ascoltano’ e poi ‘Ancora per poco’. Tra i manifestanti anche il docente di filosofia Stefano Bonaga ed esponenti del Pd. "Sono qui perché condivido pienamente questa manifestazione – ha detto Raffaele Donini, candidato alla segreteria provinciale del Pd – Nei prossimi giorni promuoveremo iniziative anche come Pd. Sono nipote di un partigiano e dove si combatte per la libertà e la democrazia, lì devo esserci". A chiudere il corteo lo striscione del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Emilia-Romagna, i cui candidati domani andranno al ballottaggio per il rinnovo del Consiglio regionale e nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Bloccati da un acquazzone in piazza Verdi, i manifestanti si sono spostati in un locale vicino per concerti e saluti.

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