Ponte crollato a Piacenza, si pensa a come ripiegare


PIACENZA, 30 APR. 2009 – L’Unità di crisi riunita nella Prefettura di Piacenza ha stabilito di chiudere, ovviamente, il ponte sul Po a seguito del crollo di un’arcata sul versante lodigiano del viadotto, "fino a data da destinarsi". Sarà possibile, a seguito della chiusura, attraversare il fiume percorrendo l’autostrada A1, raggiungibile dai caselli di Piacenza Sud (nella zona di Le Mose) e Piacenza Ovest (nella zona di Sant’Antonio) e attraversando la Tangenziale Sud. E si sta valutando anche la possibilità, già sperimentata nel corso dei lavori del 2008, per i piacentini, di entrare senza pedaggio in autostrada. L’A1 rappresenta infatti una vera valvola di sfogo per il trasporto locale.Si pensa a un ponte sostitutivo – E’ al vaglio l’ipotesi della posa di un ‘Ponte Bailey’, quello reso celebre dai film sulla seconda guerra mondiale con cui i genieri militari sostituivano i ponti distrutti, per risolvere in tempi brevi l’enorme problema di mobilità che ha creato, soprattutto nel Piacentino, il crollo del ponte sul Po. L’ipotesi è apparentemente ritenuta plausibile dai tecnici della Protezione civile dopo un sorvolo in elicottero della struttura crollata. Il responsabile della protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, ha infatti detto all’ANSA che a occhio, dal cielo, i piloni del ponte crollato sembrano poter essere le basi d’appoggio di un ponte a elementi modulari metallici, così chiamato dal nome dell’ideatore, l’ingegnere britannico Donald Bailey. "Ovviamente se ne può parlare dopo le verifiche di stabilità. Se ci fosse l’ok, un ponte del genere potrebbe essere montato in un paio di mesi, comprese le verifiche". Fra l’altro proprio a Piacenza ha base il genio Pontieri, che in altre situazioni di protezione civile, anche se non di questa portata, ha montato rapidamente ponti Bailey. Il problema viabilità è al centro della riunione con regioni interessate e gli enti locali. Una tragedia sfiorata – A un primo esame delle immagini e dopo il sorvolo del ponte crollato sul Po, a cedere non sarebbe stato un pilone, ma l’impalcato, ovvero la struttura dell’arcata che deve reggere il proprio peso e che la collega strutturalmente alle pile. "E’ presto per dirlo, serviranno analisi tecniche – ha risposto il responsabile della protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi – ma sembra proprio che sia stato l’impalcato a collassare". Egidi ha rilevato come una serie di circostanze fortunate abbiano contenuto i danni alle persone. I feriti, secondo le ultime informazioni del 118, sarebbero quattro: tre lievi e uno in prognosi riservata, un giovane di 27 anni che non sarebbe in pericolo di vita.

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