Ponte crollato a Piacenza, è l’ora delle accuse


PIACENZA, 1 MAG. 2009 – Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, parla di "disastro annunciato" per il ponte sul Po tra Emilia e Lombardia che ieri ha ceduto, trascinando con sé quattro automobili e causando altrettanti feriti, uno grave. "Da tempo – spiega – avevamo chiesto all’Anas interventi di manutenzione straordinaria, a cominciare dal 2001 dopo la storica piena del 2000. Ma per varie vicissitudini questi lavori non sono mai stati completati e si sono interrotti nel 2008. Nel frattempo, nel 2006, un esposto segnalava una fessurazione nei giunti del ponte. Che cosa non ha funzionato lo stabilirà il giudice. Noi, come Comune, prima del 2002 abbiamo vietato il traffico pesante sul ponte, creando non poco disagio: questo è l’unico ponte, a parte quello autostradale, nel giro di 50 Km". Il sindaco punta il dito contro l’Anas che, "nel 2006, quando abbiamo proposto con altri Enti locali un nuovo ponte, ci ha risposto ‘fatelo in project financing’: un’ipotesi da Medioevo perché dovremmo imporre gabelle per il passaggio". Reggi ritiene che il nuovo ponte potrebbe essere costruito "in fregio all’Autosole, approfittando della imminente realizzazione della quarta corsia" tra Modena e Milano.Nel frattempo, la Provincia di Lodi ha aperto una inchiesta sul crollo del ponte, che collega la città lombarda a Piacenza. Sul fascicolo, due ipotesi di reato: disastro colposo e lesioni gravi. Ipotesi che, però, potrebbero appesantirsi già nelle prossime ore.Le indagini sono in mano al pubblico ministero Delia Annibaldi, arrivata da pochi mesi nel Palazzo di giustizia di Lodi. Ieri il pubblico ministero, accompagnata dal procuratore capo Giovanni Pescarzoli, si è precipitata sulle rive del Po. Annibaldi è salita sull’elicottero dei Vigili del fuoco, per rendersi conto della situazione dall’alto. Domani i magistrati forse potranno già tirare le prime somme. E qualche nome potrebbe già essere iscritto sul registro degli indagati.

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