Pomodoro, la Coldiretti lancia l’allarme-prezzo


24 FEB. 2010 – Allarme rosso per l’oro rosso. "La produzione di pomodoro da industria rischia di sparire dalla pianura Padana, dove si produce un terzo dell’ormai ex oro rosso italiano". Lo scrive Coldiretti Emilia-Romagna in un comunicato stampa in cui commenta l’accordo sul prezzo del pomodoro per il 2010, siglato lunedì scorso a Parma. "Il prezzo di 70 euro a tonnellata, con un calo di 9,50 euro rispetto all’anno scorso – afferma Coldiretti – è antieconomico per l’agricoltore, visto che il costo nei campi è di circa 80 euro. Nello stesso tempo l’industria si trova a fare i conti con i prezzi bassi del mercato mondiale". "In questa situazione – commenta il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Mauro Tonello – il settore del pomodoro non è più in grado di creare reddito e diventa antieconomico". La concorrenza del prodotto estero, ricorda Coldiretti, "é fatta di prezzi bassi, ma di altrettanta bassa qualità. Le importazioni nascondono fenomeni di dumping sociale, con i costi ridotti ai minimi termini per assenza nel Paese d’origine di garanzie per i lavoratori, per l’uso in campagna di prodotti chimici da noi vietati, per industrie di trasformazione prive di sistemi adeguati di depurazione per tutelare l’ambiente circostante e per i grandi problemi sanitari dovuti soprattutto ai livelli di muffe presenti nel prodotto". "Occorre che l’Italia e l’Europa – afferma Tonello – facciano una chiara scelta di regole per tutelare i propri cittadini, introducendo l’etichettatura d’origine per tutti i derivati del pomodoro e l’applicazione di maggiori controlli nei punti di entrata del prodotto importato, in particolare i porti, dove occorre specializzare personale che sappia gestire le importazioni non solo sul piano quantitativo, ma anche su quello qualitativo, in particolare per gli aspetti sanitari legati ai residui chimici e alle qualità organolettiche".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet