Pomodoro, al nord il prezzo è 92 euro a tonnellata


E’ stato siglato ieri a Parma, l’accordo tra industrie e produttori del Nord sul prezzo del pomodoro per la campagna 2015: 92 euro la tonnellata, come lo scorso anno. L’intesa fra Confapindustria Piacenza (Confederazione italiana piccola e media industria privata), Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari) e produttori è arrivata in serata dopo ore di trattative. Per evitare produzioni in eccesso che influiscono in modo negativo sul mercato e per garantire il reddito, le parti hanno stabilito l’obiettivo di 2 milioni e 650mila tonnellate, contro le 2,8 ipotizzate all’inizio. Inoltre, sono stati posti dei limiti alle rese per ettaro: fra 690 e 710 quintali. Per la prima volta, inoltre, al tavolo delle trattative hanno partecipato anche le cooperative.

 

“L’accordo raggiunto ieri a Parma consente una corretta programmazione delle superfici coltivate a pomodoro, vera e propria eccellenza emiliana e permette a tutta la filiera di guardare con ottimismo al futuro. Mi congratulo con le parti.” Questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli alla firma del Contratto Quadro del pomodoro da industria per la campagna 2015, tra le Organizzazioni dei Produttori del nord Italia e le rappresentanze delle imprese di trasformazione. “Accordi come questo – ha sottolineato Caselli – servono a dare certezze sia agli agricoltori che all’industria di trasformazione e a creare le condizioni per poter competere su mercati caratterizzati da concorrenti come la Spagna, il Portogallo e la California, che hanno costi di produzione e trasformazione molto inferiori. Competitività per noi significa dunque qualità del prodotto sia iniziale, grazie ai disciplinari di produzione integrata, che finale, grazie all’eccellenza della nostra industria di trasformazione. E’ la strada da seguire anche per altri comparti”

 

La produzione concordata è compresa tra le 2.450.000 e 2.650.000 tonnellate, mentre per quanto riguarda il livello di remunerazione del pomodoro, questo è confermato rispetto all’anno scorso, in funzione della qualità stabilita nel capitolato del contratto.Tra i punti qualificanti del contratto quadro anche l’obbligo di rispettare i disciplinari di produzione integrata a garanzia della qualità del prodotto finale. Importanti innovazioni riguardano l’introduzione di una penalità per la parte produttiva in caso di superamento dell’obiettivo stabilito e una premialità compensativa corrispondente, in caso di non raggiungimento della soglia minima prevista. Va sottolineata l’introduzione di questo principio di penalizzazione/premialità utile per evitare gli eccessi produttivi o la mancanza di produzione, con lo scopo di mantenere in equilibrio la filiera produttiva. L’intesa esprime stabilità anche relativamente al capitolato qualitativo, confermandolo in toto a parte l’abbassamento dal 40% al 30% della riduzione di prezzo per i difetti minori. Per poter programmare la produzione al meglio si è infine stabilito che i singoli contratti dovranno essere depositati all’Oi – l’Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia che svolge un’attività importante di garante e di sostegno nella filiera – entro tre settimane, con una media produttiva contrattata per singola OP compresa fra 69 e 71 tonnellate per ettaro.

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