Polemiche a Bologna per lo stupro di Roma


BOLOGNA, 19 FEB. 2009 – Alexandru Isztoika Loyos, il romeno di 20 anni che nella notte ha confessato lo stupro di una quattordicenne nel parco della Caffarella a Roma, il 15 luglio non fu rispedito in Romania, nonostante un decreto di allontanamento emesso dal prefetto di Roma. Quel giorno un giudice del tribunale civile di Bologna annullò la convalida del provvedimento, lasciandolo quindi libero sul territorio nazionale.Come è stato ricostruito dalla questura di Bologna, il giovane non ha commesso reati nel capoluogo emiliano. Qui è arrivato l’estate scorsa, trattenuto nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) cittadino in attesa dell’imminente rimpatrio. La struttura bolognese era stata scelta, su ordine del questore di Viterbo, perché nel Cie laziale non c’era posto per lui. Precedentemente il romeno era stato arrestato per furto e il 12 luglio era stato scarcerato da Viterbo dopo aver finito di scontare la pena. Ma alle spalle c’era ancora il decreto di allontanamento, provvedimento introdotto dal decreto legge del primo novembre 2007 (approvato subito dopo l’aggressione a Giovanna Reggiani a Roma) che introduceva la possibilità di rimpatriare anche cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza o pericolosità. Tre giorni dopo, lo stop all’espulsione decisa dal giudice bolognese.Il provvedimento “è stato emesso nell’ambito discrezionale del magistrato”, ha precisato Francesco Scutellari, presidente del Tribunale di Bologna. Scutellari ha confermato l’esistenza del provvedimento emesso dal giudice onorario Mariangela Gentile che oggi ha deciso di non tenere le udienze programmate facendosi sostituire da colleghi. "Il giudice in piena coscienza ha seguito l’indirizzo giurisprudenziale della sezione – ha spiegato il presidente del Tribunale – e ha deciso di non concedere la convalida in mancanza di certi presupposti". Scutellari ha inoltre ribadito di non volere "strumentalizzazioni" e ha concluso: "O eliminiamo la convalida da parte dei magistrati… ma così ci saranno meno garanzie per gli immigrati".La giustizia bolognese torna così nell’occhio del ciclone e il ministero annuncia di nuovo l’intervento degli ispettori. Nei giorni scorsi ci sono state altre accese polemiche per la scarcerazione, decisa però dal Tribunale del riesame, del tunisino in carcere per spaccio di droga che si sarebbe poi macchiato della brutale violenza sessuale ai danni di un’altra giovanissima a Bologna. Una sentenza ineccepibile secondo molti ambienti giudiziari: l’uomo aveva scontato due terzi della pena e l’appello non era stato ancora celebrato. Ma la Procura generale fa sapere che sono decine i ricorsi contro l’applicazione tendenzialmente automatica della norma della proporzionalità  e l’orientamento della Cassazione, afferma il sostituto Procuratore generale Rinaldo Rosini, negli ultimi tempi dà ragione alla linea decisa all’unanimità dalla Procura generale.

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