Pochi “grilli” ma confusi


Lo “Spaggiari day” ha avuto riflessi collaterali non graditi anche su altri pezzi della politica reggiana, non direttamente coinvolti nello scontro interno al Pd (o agli ex diessini, per la precisione). I “grillini” della Lista Reggio a 5 Stelle hanno manifestato (in 6-7) davanti all’Hotel Astoria dove Antonella Spaggiari teneva la conferenza stampa di lancio della sua candidatura vestiti più o meno da infermieri contro la “malattia del potere” dell’ex sindaco di Reggio.Il giorno dopo Giovanni Giavelli (candidato della stessa Lista) dice, tra le altre cose, che “i clandestini iniziarono ad arrivare a frotte nell’era del cemento targata Spaggiari-Malagoli”. Ora, sulla candidatura dell’ex sindaco si possono dire moltissime cose. Ma magari evitare di dire scemenze è meglio.I flussi migratori non sono responsabilità del Sindaco, dell’amministrazione comunale, sia essa buona o cattiva (si chiami quindi Delrio o Filippi o Spaggiari). L’amministrazione comunale ha il dovere di gestire la situazione che si crea in città con l’afflusso di immigrati ma non può (finora), né deve (pensiamo) regolare in alcun modo questi flussi. Che oltretutto (lo dice uno non certo di estrema sinistra come Gianfranco Fini) sono nell’ordine naturale del mondo globalizzato.A meno che la Lista a Cinque stelle non pensi, una volta al governo della città, di alzare alte mura intorno a Reggio Emilia (nel caso ce lo faccia sapere un po’ prima). Per fortuna questi “grillini” sono candidati a gestire più o meno l’uno virgola qualcosa per cento.Lo stesso giorno in cui l’atomica Antonella veniva sganciata su Reggio, il vice-sindaco Franco Ferretti annunciava poi il suo abbandono della politica. Un tempismo assolutamente non casuale, pensiamo noi. (Peccato poi che la politica abbia abbandonato Ferretti già molto tempo prima che l’abbandonasse lui)

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