Po, l’emergenza sta passando. Errani: ora la bonifica


FERRARA, 27 FEB. 2010 – L’emergenza sembra finita: le analisi delle acque sono rassicuranti, il filtro della centrale idroelettrica di Isola Serafini è stato determinante e la pellicola oleosa che copre il Po non è pericolosa. Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha visitato il Po, e la diagnosi è stata tutto sommato positiva: il paziente è ancora in convalescenza, ma già da lunedì potrebbe essere dichiarato guarito.Più che guarito, sarebbe però meglio dire "fuori pericolo". Scongiurata la sciagura ambientale, il gasolio che galleggia sul Po mescolandosi con l’acqua, anche se non è particolarmente pericoloso non è certo un sintomo di buona salute. E se Bertolaso ha assicurato che la situazione è sotto controllo, il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, che lo ha incontrato in un vertice in prefettura a Ferrara, ha invocato che la bonifica parta immediatamente, insieme alla fine della situazione di emergenza. Le preoccupazioni maggiori sono a questo punto per il Delta del Po, dove la pellicola oleosa è ormai arrivata: un ecosistema affascinante, fragilissimo, quasi incantato. E che sarà inevitabilmente offeso dallo sversamento nel fiume Lambro che è finito nel Po: "Ma in questa zona – ha assicurato Bertolaso – la pesca e l’allevamento non dovrebbero subire alcuna conseguenza". Senza contare, poi, che gli effetti – come ha sottolineato l’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr – si faranno inevitabilmente sentire sull’Adriatico. Il sottosegretario ha incontrato volontari e istituzioni locali prima a Rovigo poi a Ferrara, le due Province interessate dalla foce del Grande Fiume. Poi ha risalito il Po in elicottero fino a Piacenza. "La situazione – ha detto – è sotto controllo, le analisi delle acque sono state fatte in superficie, ad un metro e a due metri, e sono tutte nella norma per la presenza di idrocarburi. Non abbiamo ragioni per temere che nei prossimi giorni queste analisi siano destinate a peggiorare". Lunedì Bertolaso incontrerà Errani e Galan e l’obiettivo è quello di dichiarare chiusa la fase di emergenza. Nessun problema nemmeno per l’acquedotto di Ferrara, che attinge, con un impianto di potabilizzazione, proprio alle acque del Po. Adesso si cercherà, attraverso altre barriere, dopo che le prime sono state spazzate via dalla corrente, di limitare l’accesso degli idrocarburi al Delta. Anche se – come ha riconosciuto anche Errani – il filtraggio principale è stato fatto dalla centrale idroelettrica di Isola Serafini nel Piacentino. Fra la gente del Delta, però, regna soprattutto la rabbia, per un gesto criminale che rischia di mettere in crisi uno degli ambienti umidi più belli del mondo. La Regione Emilia-Romagna ha già annunciato che si costituirà parte civile se la magistratura accerterà delle responsabilità. Anche la Procura di Rovigo, intanto, ha aperto un fascicolo per indagare sui possibili danni.

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