Pmi artigiane. Più competitive con la forma di Srl


BOLOGNA, 15 LUG. 2009 – Meglio semplici artigiani o imprenditori con la forma giuridica di società di capitali? I giovani di CNA non hanno dubbi e scelgono le Srl artigiane sinonimo, secondo loro, di maggiore competitività d’impresa. A dirlo è una ricerca effettuata su un campione di 504 Srl ed Srl artigiane della regione, associate e non a CNA. Un’indagine i cui numeri sono al centro del dibattito che si tiene giovedì 16 luglio, ore 17, nel resort di Monte del Re a Dozza Imolese (Bo). Un meeting organizzato dai Giovani Imprenditori CNA Emilia Romagna proprio sulla capitalizzazione nelle PMI. Di cosa parla la ricerca effettuata. L’indagine – a 8 anni dall’approvazione del collegato alla Finanziaria 2000 che modificò la legge quadro sull’artigianato, consentendo alle imprese artigiane di costituire società a responsabilità limitata con più soci – ha voluto verificarne l’impatto sulle aziende, con particolare riferimento a quelle nella cui compagine sociale vi è almeno un imprenditore giovane. Il provvedimento modifica la norma che riconosceva la qualifica “artigiana” esclusivamente alle società di persone, superando così la storica incompatibilità tra artigianato ed esercizio dell’attività imprenditoriale con forma giuridica di società di capitali; preclusione che impediva agli artigiani di utilizzare uno strumento societario essenziale per il potenziamento concorrenziale e finanziario delle loro aziende. “Fino a quella data infatti – spiega Andrea Foschi, Presidente dei Giovani Imprenditori CNA Emilia Romagna – le società artigiane non potevano avere partecipazione di capitale e subivano i condizionamenti del credito bancario, unica possibilità di finanziamento, insieme al capitale personale. La nuova normativa consente, invece, alle imprese artigiane di separare il capitale personale da quello dell’azienda, potendo accedere a moderne forme di agevolazioni finanziarie e al capitale di rischio, superando così l’ostacolo della sottocapitalizzazione”. L’indagine (commissionata da CNA, col contributo dell’Assessorato alle attività produttive della Regione, all’Istituto di ricerca e marketing Freni di Firenze) costituisce, quindi, un test importante, visto che gli imprenditori under 40 rappresentano oltre il 30% del totale imprenditori in Emilia Romagna (33.466 sono quelli associati a CNA, a capo di aziende delle quali il 59,69% ha meno di 10 anni di vita e che per il 64,42% sono artigiane). Le cifre dicono che sono proprio loro a credere di più nella capitalizzazione: dal 2004 ad oggi, le imprese dirette da under 40 hanno incrementato questa tendenza, passando dal 14,8% di Srl al 15,5% attuale. Percentuale superiore di due punti rispetto a quella fatta registrare dai colleghi più anziani, soci di Srl nella misura del 13,5%. Qual’è la fotografia delle imprese intervistate che emerge dalla ricerca? In prevalenza (86%) si tratta di aziende costituite da 2-3 soci; in linea di massima (2 su 3) erano Snc trasformatesi in Srl artigiane; più esigua la presenza di ex ditte individuali (10%) e Sas (7%). Non trascurabile anche la quota (1 su 3) di aziende costituitesi come Srl artigiane fin dall’inizio dell’attività.Sostanzialmente quattro i motivi che maggiormente hanno determinato la scelta di questa forma di società di capitale. Innanzi tutto quelli di tipo civilistico: più capitalizzazione e l’interesse a non mettere a rischio il patrimonio personale (indicato dall’88% degli intervistati); la voglia di un nuovo status e di un nuovo posizionamento sul mercato a fronte della crescita dell’impresa (42%); i vantaggi di tipo contributivo (56%); la possibilità di accedere a forme di finanziamenti agevolati (40%). Tutti elementi, che consentono di consolidare le aziende pur mantenendo la connotazione di società di piccole dimensioni, la natura e gli scopi dell’impresa artigiana. Una scelta che vede un elevato grado di soddisfazione (quasi 4 imprenditori su 5); soddisfazione che riguarda anche il ruolo svolto dalle associazioni, CNA in testa, in termini di informazioni, consulenza e servizi erogati. Guardando i numeri, tuttavia, l’opzione Srl artigiana non sembra aver avuto un’accoglienza adeguata. L’indagine ha, infatti, sentito l’opinione anche di soci di Srl che a tutt’oggi non si sono trasformate in artigiane. Per quali ragioni? Tra gli intervistati è emerso che solo un’esigua minoranza disponeva di informazioni precise sulla possibilità di iscrivere la propria impresa all’Albo Imprese Artigiane. A seguito dell’illustrazione dei vantaggi connessi a questa scelta agli intervistati, è stato chiesto loro se vi fosse o meno, la disponibilità a considerare l’eventualità del passaggio. Poco più di un imprenditore su 5 ha evidenziato un atteggiamento di apertura nei confronti di questa ipotesi, anche se molti si sono ripromessi un’analisi più approfondita. Tra i fattori di scetticismo emersi, l’opinione che “se fosse stata una cosa interessante, il mio commercialista me ne avrebbe parlato; la convinzione di non possedere i requisiti richiesti; la non perfetta conoscenza dei vantaggi sul piano fiscale, contributivo e finanziario.“Una valutazione realistica della quota di altre aziende artigiane interessate a modificare la propria forma giuridica in società di capitali nel breve periodo – ipotizza Foschi – si dovrebbe aggirare attorno al 4-5% dell’universo complessivo”. Dunque il vero problema del tiepido accoglimento che l’evoluzione in Srl artigiana ha avuto, sembra risiedere nella mancata informazione dell’esistenza di questa possibilità (Camere di Commercio e professionisti che assistono fiscalmente e contabilmente le imprese) piuttosto che nei suoi concept e nei vantaggi ad essa associati. Da qui, la decisione di CNA di promuovere, a partire da settembre, una grande campagna regionale di comunicazione verso le imprese potenzialmente interessate, utilizzando anche Internet e social network. “In un momento in cui, qualsiasi incentivo o agevolazione – spiega Gabriele Morelli, segretario CNA Emilia Romagna – può essere di grande importanza per la sopravvivenza di tante piccole aziende e per la ripresa competitiva del nostro sistema produttivo, ci sembra essenziale informare le imprese di come anche la trasformazione della forma giuridica possa aiutare a superare la crisi. La competitività del nostro territorio riguarda tutti; ecco perché chiederemo la collaborazione di Unioncamere e Regione Emilia-Romagna”.

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