Più fatturato e più assunti, il rilancio di Walvoil


© TelereggioREGGIO EMILIA, 13 AGO. 2012 – Nel febbraio del 2009 tutti gli 800 dipendenti della Walvoil finirono in cassa integrazione a rotazione per quattro mesi. Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 i ricavi dell’azienda avevano subito un tracollo e il futuro, per l’intero comparto dell’oleodinamica, si presentava con nubi minacciose. A tre anni e mezzo di distanza l’economia europea è di nuovo in fase di recessione, ma l’azienda guidata da Ivano Corghi ha nettamente invertito la rotta. L’anno scorso il fatturato è aumentato addirittura del 43%, passando da 97 milioni di euro a 139.  Una crescita che ha permesso al gruppo Walvoil di registrare 3,6 milioni di euro di profitti, contro i 600mila euro del 2010.Quali sono state le chiavi del rilancio? L’azienda di via Adige è da tempo uno dei protagonisti mondiali nel settore delle valvole oleodinamiche e dei sistemi meccatronici per il mercato del macchinario mobile. Ma negli ultimi anni ha perseguito costantemente una strategia di insediamento produttivo all’estero: Stati Uniti, India, Corea del Sud, Cina e da ultimo Brasile. Nel febbraio scorso, poi, è stata aperta una filiale commerciale in Australia, a Melbourne, testa di ponte per i mercati dell’Oceania e del Sud-est asiatico.Walvoil realizza ormai all’estero l’80% delle vendite, ma anche per effetto di queste scelte conta di poter continuare un percorso di crescita nonostante i persistenti segnali di debolezza dell’economia mondiale. Di certo per ora crescono i dipendenti. Alla fine del 2010 erano 945. Ora hanno superato quota mille.

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