Più edilizia popolare in Emilia-Romagna


BOLOGNA, 29 GIU. 2011 – Via libera in Emilia-Romagna ai fondi immobiliari chiusi per l’edilizia sociale. L’Assemblea legislativa regionale ha infatti approvato a larga maggioranza (favorevoli anche i 5 Stelle; astenuti Pdl, Lega nord e Udc) il progetto di legge della Giunta che disciplina "la partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi per il sostegno dell’edilizia residenziale sociale"."Abbiamo messo in campo un ulteriore tassello della filiera dell’abitare – ha commentato l’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli – che costituisce una grande opportunità per indirizzare verso il segmento dell’edilizia residenziale sociale flussi finanziari di rilevante entità, promuovendo e sviluppando forme di partenariato pubblico-privato"."Con il milione di euro che possiamo assicurare nel 2011 – ha precisato Muzzarelli – ci sono le condizioni per una partenza immediata. E’ necessario, inoltre, un sistema efficiente di coordinamento tra Regione ed Enti locali, in modo che questi abbiano l’assistenza tecnica necessaria per le politiche di inclusione e modernizzazione delle città". La legge autorizza così la Regione a sottoscrivere quote di fondi immobiliari chiusi (in denaro o con immobili) che hanno come finalità prioritaria la realizzazione di edilizia residenziale sociale da offrire alle famiglie a condizioni più convenienti di quelle offerte dal mercato. Un intervento in applicazione del piano nazionale di edilizia abitativa, raccordato ai piani regionali per il territorio e l’urbanistica. La Regione potrà partecipare ai fondi istituiti da una società di gestione del risparmio (sgr) autorizzata dalla Banca d’Italia, dopo aver incaricato l’advisor tecnico, se le risorse conferite realizzano interventi in Emilia-Romagna.Previsto anche l’obbligo della procedura di evidenza pubblica per scegliere i fondi a cui aderire, tenendo in considerazione elementi come la quota di investimento destinata all’edilizia residenziale sociale, il rendimento sul valore del fondo, i canoni di locazione applicati. Elencate anche le esigenze di contenimento del consumo di territorio, privilegiando interventi di recupero e di riqualificazione urbana, di uso del patrimonio immobiliare invenduto, e facendo ricorso a tecniche costruttive a basso consumo di energia e a basso impatto ambientale. In Emilia-Romagna alcuni di questi fondi sono già stati costituiti o sono in via di costituzione. Il provvedimento permette di usare le risorse messe a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti per promuovere una rete di fondi chiusi e di altri strumenti finanziari per incrementare la dotazione di alloggi sociali.

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