Più democrazia contro corruzione e mafia


In collaborazione con ConsumatoriII tradizionale incontro degli auguri che riunisce prima di Natale i rappresentanti locali dei soci di Coop Nordest, si è trasformato quest’anno in un’occasione di riflessione su legalità, criminalità e potere in Italia. Sono stati infatti invitati a parteciparvi Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto della Procura antimafia di Palermo, e Saverio Lodato, giornalista e scrittore, autori del libro "Il ritorno del Principe-La criminalità dei potenti in Italia", edito da Chiarelettere nel giugno 2008. “La legalità è uno dei valori fondamentali dell’impegno di Coop in tutta Italia” ha ricordato Marco Pedroni, presidente di Coop Nordest, nel suo saluto che ha aperto l’incontro svoltosi il 22 dicembre al centro Malaguzzi di Reggio Emilia, a cui hanno partecipato rappresentanze di tutti i consigli distrettuali Coop dell’Emilia e della Lombardia. “Anche in Sicilia, dove il potere mafioso è più forte e radicato – ha continuato -, quattro grandi cooperative di consumatori, tra cui Coop Nordest, stanno creando una rete di Ipercoop stando pienamente dalla parte della legalità e offrendo sbocchi nuovi di mercato alle produzioni agricole Più democrazia contro corruzione e mafia e agro-industriali siciliane”. Scarpinato e Lodato hanno poi parlato diffusamente dei contenuti del libro, stimolati dalla giornalista di Telereggio Liviana Iotti.Criminalità e classi dirigenti La tesi illustrata dal magistrato siciliano è che esiste un’anomalia tutta italiana rispetto agli altri grandi paesi europei: in Italia la storia della criminalità è intrecciata alla storia nazionale e coinvolge una parte stessa delle classi dirigenti. Lo stragismo, la corruzione, la mafia sono gli strumenti attraverso cui questo intreccio si è realizzato ed è prosperato nei secoli fino al Novecento e ai nostri giorni. Illuminante, a proposito della mafia, l’inchiesta condotta nel 1876 in Sicilia da Leopoldo Franchetti, uomo politico della destra storica. Franchetti si rese conto che la forza della mafia nasceva dal legame tra i gruppi criminali ed esponenti borghesi, appartenenti a quella “borghesia mafiosa” che era la regista occulta della mafia. Ancora oggi – sostiene Scarpinato – dopo oltre un secolo la mafia è ancora questa. Anche la corruzione si è manifestata in Italia e ancora continua a manifestarsi non come fatto marginale ma come vero e proprio sistema, come fenomeno interno alle classi dirigenti. Un fenomeno che addirittura arriva alla legalizzazione di forme di corruzione che stanno minando le basi dello Stato sociale, dirottando la spesa dal pubblico al privato, come nel caso di certe privatizzazioni o nella sanità. Di fronte ad un quadro tanto critico e preoccupante che cosa possono fare le persone oneste per difendere e promuovere democrazia, diritti dei cittadini e legalità? La prima cosa da fare – a parere di entrambi gli autori – è difendere la Costituzione da ogni tentativo di svuotarla perché è nella Costituzione, eredità della Resistenza e frutto dell’impegno illuminato dei padri costituenti, che si delinea il disegno di uno Stato democratico moderno e avanzato per il futuro dell’Italia. Con questo obiettivo di fondo, vanno combattute tutte le iniziative che espropriano i cittadini della possibilità di esprimersi (come l’abolizione del voto di preferenza nella recente legge elettorale per le elezioni politiche), che riducono la libertà d’informazione e di stampa, che limitano l’azione della giustizia.© 2009 Consumatori – il mensile dei soci Coop

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