Più dei provvedimenti è la crisi a fermare le polveri


3 OTT. 2011 – Come fai a fermare un sistema fondato sulla polvere? Se lo chiede Marco Paolini nel suo monologo andato in onda nella puntata di Che tempo che fa di ieri sera. La polvere in questione è quella sottile, una delle principali cause dell’inquinamento nella pianura padana. Terra di attività produttive, crogiolo di strade, autostrade e tangenziali, in Emilia-Romagna si cerca di restare dentro i 35 giorni di sforamenti, vale a dire le volte in cui il livello delle polveri, le famose pm10, oltrepassa il limite dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria. "35 giorni di polvere legale all’anno", recita sempre Paolini. Poi ci sarebbero da contare le polveri ancora più fini delle Pm10, troppo costose per essere rilevate, e infatti non lo si fa. Così che sono legali anch’esse, per di più 365 giorni all’anno.Per fermare le Pm10, come ogni anno, ecco che tornano in vigore in Emilia-Romagna le limitazioni al traffico urbano. Il provvedimento, stabilito da un’accordo firmato da Regione, Province e Comuni con più di 50 mila abitanti, inizia stavolta con un mese d’anticipo, in un clima ancora estivo. Le limitazioni rimarranno fino alla fine di marzo dalle 8.30 alle 18.30 dal lunedì al venerdì.Lo stop è per i mezzi a benzina precedenti l’euro 1, i diesel euro 2 non dotati di sistemi di filtro antiparticolato, ciclomotori e motocicli a due tempi pre-euro 1 (anche se con bollino blu), e per i mezzi commerciali precedenti l’euro 3 non dotati di filtri antiparticolato. Col nuovo anno torneranno i giovedì senz’auto e si estenderà lo stop alla circolazione ad auto a benzina pre euro 4."Faremo anche un ‘bloco’ – conclude nel monologo Paolini -, ma il bel ‘bloco’ dura poco, perché chi si ferma è perduto qui." Ed è probabilmente da imputare al rallentamento del prodotto interno lordo, il miglioramento dei risultati in regione in tema di aria pulita. Nel 2010 il valore medio annuale delle polveri sottili è stato di 29 microgrammi per metro cubo. Un numero per la prima volta al di sotto del limite fissato dalla legge (40 microgrammi). Dieci anni prima, nel 2000, il dato fu di 53.Per quanto riguarda gli sforamenti, siamo passati dai 116 del 2000 ai 43 del 2010. Otto giorni oltre i famosi 35 del "bonus" europeo.

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