“Più carburante ai motori dello sviluppo”


BOLOGNA, 16 MAR. 2010 – Un nuovo inizio per l’Emilia-Romagna, sia dal punto di vista amministrativo che da quello economico. Le elezioni regionali arrivano proprio nel momento in cui si intravedono segnali di ripresa e serve un rilancio per uscire da una crisi più forte e difficile di tutte le altre. Ed è per questo che Cna Emilia-Romagna ha deciso di incontrare i tre principali candidati governatori in vista del voto del 28 e 29 aprile, chiedendo loro di dare "più carburante ai motori dello sviluppo". La confederazione che raggruppa i piccoli imprenditori e gli artigiani non ha intenzione di intavolare una vera e propria discussione, ma per il momento preferisce limitarsi a presentare una serie di proposte mirate a rilanciare l’economia della regione. Ieri c’è stata la possibilità di farlo con Gian Luigi Galletti e Vasco Errani, mentre il 24 marzo sarà il turno di Anna Maria Bernini. Per tutti e tre è stata messa a punto la "Piattaforma Programmatica dell’Artigianato, delle Micro, Piccole Imprese e del Lavoro Autonomo e Professionale", sulla quale – da maggio in poi – verrà misurato l’impegno programmatico del presidente che risulterà eletto. Cna Emilia-Romagna ha individuato un quadro di priorità suddivise in 7 linee d’azione, che il segretario Gabriele Morelli ha presentato stamattina in una conferenza stampa definendole "precise e sintetiche". Si parte dalle politiche attive del lavoro, con la volontà di affrontare in tutta la sua gravità il problema occupazionale, concentrandosi su interventi formativi finalizzati alla ricollocazione lavorativa e all’avvio di nuova imprenditoria giovane e femminile. E proprio alle politiche di incentivazione delle imprese è dedicato il secondo punto, in cui si auspica la prosecuzione delle azioni di sostegno all’attività dei consorzi fidi e alla creazione di reti fra Pmi, necessarie per consolidarne la presenza sui mercati esteri.Terzo campo d’azione è quello riguardante il patrimonio abitativo, e a tale proposito Morelli ricorda che Cna ha messo in campo un piano di ristrutturazione che ha ricevuto l’assenso dei Verdi e degli ambientalisti. Si tratta di una serie di interventi da attuarsi in periferia e improntati sul recupero energetico e la riduzione delle emissioni, secondo la proposta "ridisegnare e ricostruire sostenibile". Accanto ad essi, poi, gli imprenditori auspicano un impegno della Regione anche nel campo del welfare, dando più spazio ai privati in ambito sociale e sanitario, della semplificazione, incentivando processi di accorpamento dei servizi di Pubblica Amministrazione, e della promozione del territorio, chiedendo di non considerare separatamente turismo, ambiente e cultura, ma ragionando su una dimensione integrata.Quella che però il segretario considera la priorità per eccellenza è il federalismo fiscale. "L’Emilia-Romagna deve continuare a fare da capofila per l’economia italiana – ha detto Gabriele Morelli – Non si tratta di egoismo, ma della necessità di evitare questo neocentralismo che comprime le locomotive a danno del Paese". Una rapida introduzione del federalismo fiscale diventa infatti un elemento discriminante per la competitività di regioni virtuose come la nostra, e liberare le risorse dei comuni emiliano-romagnoli significherebbe far respirare le imprese del territorio. Cna è consapevole dei rischi che si corrono, ma giudica questa battaglia importante anche perchè responsabilizza maggiormente le Istituzioni."Ormai l’Emilia-Romagna è in competizione con le regioni del Nord Europa, e non con quelle del Sud Italia – fa notare Paolo Govoni, presidente della Cna regionale – e per non perdere terreno occorre fare un salto, trasformando le politiche di emergenza in politiche strutturali". Chiamato a dare un giudizio sull’operato della giunta uscente, Govoni ha ricordato i risultati positivi raggiunti nell’ultimo mandato di Errani: sostegno ai consorzi fidi e legge sull’artigianato in primis. "Ma questo – ha detto – è il punto da cui partire per fare ancora di più. Siamo pronti a confrontarci fin da subito con il nuovo governatore, che dovrà impegnarsi affinchè l’Emilia-Romagna continui a fare da traino al sistema economico nazionale".

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