Pillole di storia nelle sale di Bellaria


BELLARIA (RN), 2 GIU. 2010 – Si parla di storia nell’edizione 2010 del Bellaria Film Festival, che si inaugura domani nel comune romagnolo. E fra i tanti film in concorso, molti sono irrimediabilmente legati all’Emilia-Romagna, al suo passato ma anche al suo presente. Si comincia infatti con la storia della caserma di via Corticella a Bologna, trasformata in lager dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. La vicenda è stata ricostruita da Danilo Caracciolo e Roberto Montanari, che firmano il lavoro intitolato "Caserme rosse". E il racconto di quegli anni ritorna anche in "Liberate il Duce" di Fabio Toncelli, che racconta appunto la liberazione di Benito Mussolini nel settembre 1943 da parte delle forze speciali. Si attraverseranno poi i cieli di Ustica per cercare di sciogliere uno dei misteri della storia recente: la strage del 27 giugno 1980, dove morirono 81 persone. Ma tra i lavori in concorso c’è anche un ritratto molto particolare della nostra Regione, raccontata dalle strade e dagli scorci delle sue montagne. Le ha attraversate a piedi l’attore Ivano Marescotti, protagonista di "Viaggetto sull’Appennino", con la regia di Francesco Coversano e Nenè Grignaffini. E non mancheranno i documentari dedicati ai mostri sacri del cinema italiano. Il primo si chiama "Omaggio a Pupi Avati", e la regia è di Claudio Costa, il secondo si intitola "Morando Morandini. Non sono che un critico" di Tonino Curagi e Anna Gorio, dedicato al fondatore del Bellaria film festival. A chiudere ci sarà la musica, con Vinicio Capossela in concerto.

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