Pil: Prometeia taglia la crescita 2019, a +0,5%


Prometeia rivede allo 0,5 il tasso di crescita dell’Italia per il 2019, rispetto allo 0,9% della
precedente stima, a causa dell’assenza di qualsiasi “effetto trascinamento” ereditato dal 2018 e nella previsione che il confronto con Bruxelles si concluderà con una riduzione della
portata espansiva netta della manovra da 0,5 a 0,1 punti percentuali di Pil, coerente con un disavanzo al 2% approfondisci. E’ la previsione contenuta nel rapporto di previsione di dicembre, presentato a Bologna. Rivisto leggermente a ribasso (+0,9% da +1% di ottobre) anche
la crescita del 2018, tutta conseguita nella prima parte dell’anno, con un secondo semestre praticamente fermo, che dunque lascerebbe un’eredità nulla per il 2019.  Il rialzo dei tassi da parte della Bce avverrà in modo più graduale del previsto: solo due aumenti da 25 punti base ciascuno a dicembre 2019 e inizio 2020. E’ quanto ipotizza il rapporto di previsione di dicembre di Prometeia, presentato a Bologna. Secondo la società di consulenza, la Bce inizierà a
normalizzare la politica monetaria mentre l’economia decelera. Per rendere il percorso più morbido possibile, per Prometeia il prossimo anno verranno effettuate nuove operazioni di
finanziamento, finalizzate ad agevolare il credito all’economia. L’Italia è nelle condizioni di
ridurre il proprio debito pubblico al di sotto del 90 per cento del Pil su un orizzonte di 20 anni. Per farlo ha bisogno però di un programma fiscale e di riforme di medio periodo, sostenuto
dall’Europa. Lo sostiene Prometeia, che ha fatto un’analisi di simulazione sul debito pubblico.
Prometeia ha rivisto anche al 2,3% il rapporto deficit/pil italiano nel 2019 perché, spiega l’istituto nel suo rapporto di previsione “nonostante la riduzione della manovra espansiva per
contenere il disavanzo entro il 2%, una crescita ben al di sotto di quella indicata dal governo avrà un effetto negativo sui conti pubblici”.

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