Pignoletto re nella Grande distribuzione


Non solo food: l’Emilia si conferma ancora una volta anche terra di vini, grazie all’impegno costante dei produttori che hanno puntato negli ultimi anni sulla qualità. Il Pignoletto si è ormai definitivamente affrancato dal suo status di Cenerentola delle bollicine, uscendo dai confini bolognesi, per confermarsi tra i vini in maggior crescita, con ottime progressioni di vendita a volume. È quanto emerge dalla ricerca sul mercato del vino svolta dall’istituto di ricerca IRI, riguardante la vendita nella grande distribuzione per il 2016: ricerca che sarà presentata al prossimo Vinitaly, in programma a Verona dal 9 al 12 aprile.

Stando ai dati IRI la vendita di Pignoletto DOC e DOCG sugli scaffali dei supermercati è aumentata del 13%, per un volume totale di circa 33mila ettolitri ed un valore della produzione stimato in circa 13 milioni di euro. Nelle campagne del territorio che si estende tra Modena e Faenza nel corso del 2016 i quintali prodotti sono stati 155mila, con un aumento della superficie coltivata a Pignoletto di circa 200 ettari.

Un risultato che fotografa i gusti degli italiani che si orientano sempre più sui bianchi frizzanti e prestano grande attenzione alla qualità, orientando i propri acquisti verso i vini a denominazione d’origine. Un risultato ancor più positivo se confrontato con la generale contrazione dei consumi familiari, e che conforta i produttori di Pignoletto DOC, riuniti nel Consorzio Pignoletto Emilia Romagna, e della Colli Bolognesi Pignoletto DOCG, riuniti nel Consorzio Vini Colli Bolognesi, al vertice della piramide qualitativa.

“Il trend di crescita conferma ancora una volta il valore del prodotto” dice Giacomo Savorini, Direttore dei due Consorzi “e l’indispensabile sinergia tra le cantine dei Colli Bolognesi e i grandi produttori del Consorzio Pignoletto. Sono dati che ci confortano e che ci spingono a lavorare sulla strada intrapresa. I prossimi appuntamenti internazionali come il ProWein di Düsseldorf (19-21 marzo), il Vinitaly e la London Wine Fair (dal 22 al 24 maggio) ci daranno la possibilità di verificare l’interesse da parte dei buyer e degli importatori stranieri, ai quali stiamo prestando molta attenzione”.

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