Pietro Ferrari presidente Confindustria Emilia Romagna


“Ho un’esperienza da vicepresidente regionale durata sei anni: abbiamo sempre creduto nella regione, abbiamo visto come si fa impresa, abbiamo superato il momento del terremoto, in cui abbiamo cercato di capire cos’è il valore dell’impresa”. Sono le prime parole di Pietro Ferrari, modenese, presidente e ad di ‘Ing. Ferrari’, azienda specializzata nella realizzazione di impianti per i settori civile, industriale, servizi, e nuovo presidente di Confindustria Emilia-Romagna, pronunciate prima di salire sul palco dell’incontro ‘Emilia-Romagna in marcia’, all’Opificio Golinelli di Bologna. Poi, l’annuncio degli obiettivi: “Consolidare il rapporto con la Regione e aumentare se possibile gli investimenti in questa regione per creare l’occupazione indispensabile per la crescita di tutto il sistema”. Infine, un monito: “La crisi non è ancora superata, una parte delle aziende dell’Emilia-Romagna e non solo è ancora in difficoltà”. Ferrari sostituisce il bolognese Maurizio Marchesini.

All’incontro presente anche il presidente nazionale Vincenzo Boccia, che ha salutato con fiducia la nomina: “Lo conosco da tempo, da quando ero presidente nazionale di piccola industria. Pietro era presidente di Modena. Una persona di grande cultura associativa come il presidente uscente Maurizio Marchesini. Farà assolutamente bene per questa regione, per i contributi positivi che darà a Confindustria in termini di proposte e di progetti”. Poi parlato di ripresa: “Il divario cresce tra imprese che vanno molto bene e imprese che vanno mediamente bene. Cresce anche tra cittadini e tra Paesi. Cresce tra giovani e società”. Ora serve “un pensiero economico che porti la questione industriale al centro dell’interesse del Paese, una linea di direzione per ridurre i divari, perché i divari stanno aumentando e questo non è un fatto positivo”. E ancora per Boccia: “La strategia europea è determinante. Noi abbiamo due questioni da affrontare. Una è la questione italiana che sono le cose che dobbiamo fare noi come Paese. L’altra è una grande questione europea con una stagione riformatrice. L’Europa è il mercato più ricco del mondo e abbiamo un debito aggregato inferiore agli Usa – ha ricordato il presidente – Solo che subiamo shock economici dagli altri e non riusciamo a determinare shock positivi nell’economia del mondo. La grande stagione di ripresa economica passa da una stagione di riforme rilevanti in termini economici per l’Europa”.

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