Piero Ferrari: “La F1 avrà un futuro solo con regole chiare”


MONACO, 22 MAG. 2009 – "Servono regole chiare, precise e uguali per tutti per garantire un futuro alla Formula 1". Piero Ferrari oggi compie 64 anni ma il suo pensiero è sempre al mondo delle corse. "Il momento è oggettivamente difficile – spiega all’Ansa – c’é la crisi economica, bisogna contenere i costi, ma sono contrario al 100% al metodo che è stato adottato. Le squadre hanno già dato quest’anno l’esempio su come ridurre i costi senza alterare lo spirito delle competizioni". Secondo Ferrari, le proposte avanzate dalla Federazione internazionale dell’automobile per il 2010 "non sono applicabili". "Non garantiscono – precisa – un controllo adeguato sui limiti imposti. Si avrebbero due pesi e due misure e questo non è possibile. Servono regolamenti uguali per tutti". Per rendere manifesto il rischio che si corre, il figlio del fondatore del Cavallino fa un riferimento ben preciso: "abbiamo un esempio nel campionato GT – commenta – dove esiste un’interpretazione arbitraria dell’equilibrio peso-potenza. Non è così che si può gareggiare alla pari". Secondo Ferrari, "anche il pubblico chiede chiarezza". "Non c’é più stabilità – dice – e la gente non capisce. Quello che chiedono sia loro che noi sono regole tecniche e sportive stabili e le stesse per tutti i team". Prosegue intanto l’azione del partron della Formula 1 Bernie Ecclestone, che si è posto come intermediario tra Max Mosley e le scuderie ribelli tentando di riavvicinare le due parti. "Noi vorremmo rispettare sempre i nostri contratti – ha dichiarato oggi da Montecarlo, dove si svolgerà per la riunione tra la Fia e la Fota – Tutti i team che hanno siglato contratti con noi vorrebbero che li rispettassimo e noi ci aspettiamo lo stesso dalla Ferrari". "Loro dicono che se ne andranno. Noi diciamo che speriamo che rispettino il loro contratto", ha auspicato Ecclestone. Il boss commerciale della Formula 1 è comunque consapevole che il Circus, dalla prossima stagione, rischia di perdere anche gli altri team più importanti, che non sembrano intenzionati ad iscriversi entro la scadenza fissata per il 29 maggio. "Aspetteremo e vedremo – ha concluso – Probabilmente la maggioranza non entrerà".

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