Piccoli proprietari: “Pressione fiscale triplicata”


Negli ultimi quattro anni la pressione fiscale sugli immobili è più che triplicata. Il perdurare della crisi economica e sociale colpisce anche i proprietari, che devono fare i conti – oltre che con le difficoltà generali – con una morosità crescente, con la diminuzione dei canoni di locazione, con gli sfitti involontari (spesso dovuti proprio al timore di morosità) e la progressiva contrazione del patrimonio immobiliare. E’ della settimana scorsa il rapporto Nomisma che registra un calo del 12% nel valore degli immobili solo nell’ultimo anno. Di fronte ad un quadro generale già complesso, la casa diviene oggetto di una continua e non più sostenibile pressione vessatoria. Tutte le Organizzazioni modenesi che riuniscono e rappresentano i proprietari immobiliari si sono unite per dire no al perdurare di queste politiche penalizzanti.

 

 

“A fronte degli oggettivi deficit in bilancio – affermano ASPPI, Confedilizia e UPPI congiuntamente – è inammissibile che amministrazioni centrali, regionali e locali continuino a ricorrere alla casa per far quadrare i conti”. Invece di effettuare serie riduzioni di spesa e intaccare le sacche di evasione, è evidentemente più facile far ricorso a beni immobili. Sono diversi i temi sui quali convergono le opinioni delle tre associazioni modenesi.

 

 

In primis il documento-proposta del Comune di Modena sulle politiche abitative, che disattende ogni necessità legata al mondo dell’affitto. Il provvedimento colpisce soprattutto i Contratti Concordati, importanti poiché consentono affitti più bassi per gli inquilini e detrazioni fiscali per i proprietari. Sottolineando il loro valore strategico, il Governo aveva stabilito la riduzione della Cedolare Secca dal 19 al 15%. “Proprio il Comune di Modena, che si era distinto contenendo per essi l’aliquota IMU, non può ora fare marcia indietro”, sostengono ASPPI, Confedilizia e UPPI. Passare dal 4,6 al 7,2 per mille significa un aumento inaccettabile di oltre il 50% su una formula contrattuale fondamentale, che andrebbe anzi estesa ad altri Comuni, superando l’anacronistico concetto di alta densità abitativa. Assurdo inoltre l’aumento sulle aliquote dal 7 all’11 per mille per i comodati di primo e secondo grado, ovvero ad esempio gli immobili concessi in uso gratuito ai figli. Le Organizzazioni della proprietà chiedono dunque che almeno questi vengano salvaguardati. “L’assessore Boschini ha dichiarato di aver preso atto delle nostre istanze, ma nel documento preliminare sottoposto all’esame del Consiglio Comunale non se ne tiene alcun conto”. Giovedì lo stesso Consiglio Comunale di Modena è chiamato a discuterne e questa volta non potranno essere disattese.

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