Piccole imprese emiliane,la sfida delle nuove tecnologie


22 MAR. 2013 – In Emilia Romagna quasi 400 milioni di euro (di cui 28 milioni a Parma) sono stati destinati da UniCredit nel 2012 al supporto della nuova imprenditoria e dell’innovazione; 103 le start up finanziate dalla banca in provincia. Questi numeri, che fanno parte del più ampio progetto UniCredit per l’Emilia Romagna, attraverso cui nel 2012 l’istituto di credito ha erogato oltre 1 miliardo di euro alle imprese della regione, testimoniano l’attenzione della banca a questi temi.Proprio l’innovazione delle imprese e l’importanza delle nuove tecnologie per la crescita e lo sviluppo delle aziende sono state al centro della presentazione del Rapporto Piccole Imprese di UniCredit, dal titolo “Sfide e opportunità della digitalizzazione”, di cui sono stati resi noti oggi i risultati locali relativi alle aziende parmensi. Il Rapporto si fonda sul presupposto che la digitalizzazione ha profondamente cambiato l’interazione tra sistema scientifico-tecnologico e apparato produttivo, sempre più imperniata su due risorse immateriali: l’informazione e la conoscenza. Grazie alle loro caratteristiche di pervasività, le tecnologie digitali hanno mutato il modo di produrre, di scambiare e di comunicare, investendo orizzontalmente tutti i settori di attività economica e avendo come potenziali destinatarie le imprese di qualsiasi dimensione."Nel momento economico che stiamo vivendo – dichiara Luca Lorenzi, Deputy Regional Manager di UniCredit per il Centro Nord – per la piccola e media impresa è fondamentale investire nella digitalizzazione, chiave di volta per poter competere e sviluppare un business di successo. Le nuove tecnologie hanno il grande pregio di abbattere le barriere commerciali e di allargare gli orizzonti anche a mercati che sarebbero altrimenti difficili da raggiungere. Le imprese parmensi hanno già intuito questa opportunità ma devono consolidare la propria attenzione sull’innovazione tecnologica per riattivare un circolo virtuoso fatto di nuova imprenditoria, nuove opportunità commerciali e crescita occupazionale".La digitalizzazione in questi anni ha profondamente cambiato i processi produttivi tanto da essere universalmente riconosciuta come un potente fattore propulsivo di sviluppo economico. L’Italia sconta tuttavia un ritardo in termini di digitalizzazione rispetto agli altri paesi industrializzati e sta cercando, anche attraverso provvedimenti di carattere legislativo, di colmare tale divario. Per comprendere meglio le caratteristiche del digital divide (inteso come gap causato da diverse possibilità di accesso alle infrastrutture digitali e da differenti capacità d’uso del canale Internet e dei servizi veicolati) che affligge tutte le aree del nostro Paese, compresa l’Emilia Romagna, basta analizzare alcuni indicatori, come l’indice di intensità digitale1 e il numero di imprese che utilizzano la banda larga. Infatti, secondo una ricerca del Boston Consulting Group, l’indice di intensità digitale dell’Emilia Romagna è pari a 71, superiore al dato nazionale (63) e a quello dei Paesi OCSE (100), mentre, secondo l’Istat, in Emilia Romagna le imprese che usano la banda larga sono 86 su 100, in linea con la media italiana. Fermo restando questo quadro più generale di difficoltà, il Rapporto UniCredit ha misurato quanto le piccole aziende parmensi si contraddistinguano positivamente per la capacità di sfruttare le opportunità della digitalizzazione nei loro processi interni. Per esempio è stato preso in esame il ricorso da parte delle imprese del territorio a 4 tipologie di processo informatico: software per la produttività individuale, sistemi gestionali di base, sistemi gestionali avanzati, sistemi di condivisione automatica delle informazioni tra diverse funzioni aziendali.In merito all’utilizzo di sistemi informatici nei loro processi interni, le piccole imprese parmensi si distinguono in positivo rispetto alla media regionale e nazionale. Se il 65,6% infatti utilizza software per la produttività individuale (il risultato a livello regionale è del 63,5%, mentre il dato nazionale è 62,1%); il 58,8% dello stesso campione si serve di sistemi gestionali di base (il risultato a livello regionale è pari a 57,9%, il nazionale al 60%). Per quanto riguarda poi l’utilizzo di tecnologie informatiche più sofisticate, è il 26% delle piccole imprese parmensi ad utilizzare sistemi gestionali avanzati (in Regione l’22,1%, in Italia il 20,7%) e il 39,7% a servirsi di sistemi automatici di condivisione tra le diverse funzioni aziendali (la media regionale è del 35%, quella italiana del 34,7%).Un aspetto importante in termini di digitalizzazione e attività d’impresa è l’utilizzo di Internet: a Parma le potenzialità possono essere maggiormente sfruttate. Se infatti ormai la totalità delle imprese utilizza l’e-mail come canale di comunicazione (il 94,5% delle imprese parmensi intervistate vs il 91,9% di quelle della regione Emilia Romagna), è altrettanto vero che forme di interazione più strutturate, come l’utilizzo dei social network e del canale di pubblicità via e-mail, vengono utilizzate da una minoranza. La percentuale di piccole imprese parmensi che utilizzano la banda larga si assesta al 53,1%, dato inferiore a quello regionale (57,3%); la rete intranet aziendale è sfruttata dal 39,8% delle aziende intervistate nella provincia di Parma (42,7% è il dato per la regione). Più alto, rispetto al dato regionale (52,1%), il numero delle imprese che si servono di un sito internet aziendale (56,3%).Per quel che riguarda lo sviluppo e l’intensificazione dell’utilizzo di canali e processi digitali da parte delle imprese parmensi, emergono ampi spazi di miglioramento: più della metà delle imprese della provincia intervistate (51,3%), non ha effettuato investimenti in ICT. La stessa dinamica viene riscontrata in ambito regionale, dove il 48,7% delle aziende interpellate non effettuato spese in ICT.

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