Piano metropolitano: la Cgil critica Delbono


BOLOGNA, 16 NOV 2009 – Dopo i dubbi del leader della Fiom Bruno Papignani, anche il segretario cittadino della Cgil Cesare Melloni boccia il Piano strategico metropolitano voluto fortissimamente da Comune, Provincia e Regione. "Nel comitato di saggi mancano operai e pensionati minimi", ha ribadito Papignani nell’incontro in aula di consiglio con il sindaco Delbono, e Melloni, a margine, ha rincarato la dose: "Temo una moltiplicazione delle sedi istituzionali con il rischio che queste vengano indebolite". Per Melloni, infatti, "in molti casi abbiamo registrato difficoltà a passare dalla fase di condivisione a atti amministrativi concreti" e il nuovo Piano, per il leader Cgil, potrebbe acuire questo problema: "Sarebbe meglio restare nelle sedi istituzionali che sono chiamate democraticamente a decidere". Magari, ha proseguito, "restando nelle linee guida già definite, piuttosto che scegliere altre via che girano attorno ai problemi", perché senza sinergia tra istituzioni, infatti, "il rischio è che chiudendosi tra le varie competenze, si perda quella forza d’urto necessaria contro la crisi".LA REPLICA DI DELBONOIl comitato di saggi a guida del Piano strategico metropolitano nel mirino della Cgil "non è una delega di funzioni, ma è solo una forma di ascolto". E’ stata questa la replica del sindaco di Bologna Flavio Delbono. Delbono ha anche glissato sull’accordo separato firmato da Film e Uilm e non dalla Fiom: "E’ materia sindacale e contrattuale", ha spiegato, sottolineando che "le istituzioni fanno capire se sono vicine, senza entrare nel merito". Insomma, ha aggiunto, "non c’é nessuna reticenza, ma rispetto".LIBERO MANCUSO: IL RILANCIO AFFIDATO AI PRIVATILa Sinistra in Consiglio comunale insorge contro il comitato di ‘saggi’ chiamato a guidare il Piano strategico metropolitano voluto da Comune, Provincia e Regione. Per Libero Mancuso di ‘Sinistra per Bologna’, infatti, si tratta di "una scelta che potrebbe suonare come un impoverimento delle prerogative istituzionali del consiglio comunale", mentre per Roberto Sconciaforni, Prc, "viene espropriata l’unica istanza rappresentativa e eletta da tutti i cittadini". Reagisce il sindaco Flavio Delbono che si è detto "stupito perché si tratta di cose di cui abbiamo parlato tutti in campagna elettorale". Lo strappo va in scena in apertura del consiglio comunale. Mancuso, in un intervento secco e diretto, ha espresso preoccupazione sul fatto che la strategia di rilancio della città "venga affidata ai privati proprio dai principali luoghi della politica cittadina, provinciale e regionale". Nessuna intenzione, ha spiegato, "di delegittimare scelte di privati, anche organizzati in lobby", ma, ha proseguito l’ex magistrato, "vale la pena che questo Consiglio venga investito della questione e esprima un parere informato sui reali confini e sul senso di tale scelta".Molto duro anche Sconciaforni, capogruppo Prc: "All’interno di questo comitato è assente la voce del mondo del lavoro e dei lavoratori ovvero di chi la crisi la subisce, mentre sono ampiamente rappresentate le istanze di chi questa crisi l’ha provocata", ha sottolineato, spiegando "che è inquietante che questi soggetti si candidino a dire il futuro della città". Dunque, ha proseguito Sconciaforni, "auspico che non venga espropriato di questa discussione fondamentale il Consiglio comunale, l’unica istanza rappresentativa di tutti i cittadini". Il sindaco Delbono, che già in mattinata aveva risposto alle critiche dei leader di Fiom e Cgil, si è detto "stupito di queste differenti osservazioni perché sono cose di cui abbiamo parlato tutti in campagna elettorale". Aspetti, ha aggiunto il primo cittadino, "che hanno come fine l’aumentare gli spazi di confronto, discussione e contributo del dibattito in città".

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