Piano casa, salta l’intesa tra Governo e Enti locali


ROMA, 15 MAG. 2009 – Salta in Conferenza unificata l’intesa sul decreto legge contenente le "misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche", meglio conosciuto come Piano casa, e salta anche l’esame del provvedimento previsto per domani mattina in Consiglio dei ministri. Se ne riparlerà quando ci sarà un accordo condizionato al recepimento di una serie di modifiche che sia le Regioni sia gli Enti locali hanno sottoposto al ministro Fitto. Da parte del Governo, come ha dichiarato il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, le risposte non sono arrivate e le dichiarazioni di Berlusconi dal palco degli Stati generali dell’Ance sul Piano casa non hanno contribuito a distendere il clima, tant’e che lo stesso Errani mentre è ancora in corso la riunione esce e dice: "Evitiamo di giocare sugli equivoci, il decreto legge di cui si sta parlando è quello sulla semplificazione e non sull’aumento del 20% delle cubature, che è un’altra cosa. Noi stiamo ancora aspettando dal governo delle risposte precise". Rincarerà la dose, Errani, al termine dell’Unificata, sostenendo che "non ci sono regioni di centrodestra e regioni di centrosinistra, la nostra posizione è unitaria, le regioni sono un’istituzione che in questa sede cercano una reale collaborazione con il governo." La giornata era cominciata con la riunione della Conferenza delle Regioni in via Parigi, al termine della quale i governatori hanno messo nero su bianco le loro richieste, e lo stesso hanno fatto i Comuni con un comunicato per voce del neo-presidente Sergio Chiamparino. Nel pomeriggio, poi, l’Unificata: prevista per le 16 slitta di due ore; nella sede del ministero per gli Affari regionali Fitto convoca un vertice di carattere politico con il ministro Calderoli e il sottosegretario Davico, con il presidente Errani e con rappresentanti di Comuni e Province; poi la conferenza riprende ma dura solo un’ora e il risultato è un ennesimo rinvio. "E’ evidente – ha detto il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto – che il testo sarà portato in Cdm quando ci sarà un accordo fra tutti i soggetti; il governo non intende imporre nessuna accelerazione e non sarà qualche giorno in più a compromettere la validità del progetto". Errani, dal canto suo, elenca nuovamente le richieste delle Regioni necessarie per approvare il decreto. In particolare – ha ricordato – le Regioni chiedono che l’articolo 11, relativo al non utilizzo di immobili pubblici a rischio sismico (per i quali entro 6 mesi dalle verifiche della protezione civile e dei comuni, non siano stati avviati lavori di messa in sicurezza), preveda un piano di interventi quarantennale con l’individuazione delle relative coperture necessarie per reperire i fondi e per le assunzioni del personale tecnico da impiegare nelle verifiche. Le Regioni chiedono inoltre sgravi Irpef del 55% per i privati che mettano a norma antisismica le loro abitazioni; questa modifica dovrebbe essere recepita, secondo i governatori, con un emendamento ad hoc al decreto legge sull’Abruzzo. "Questa sarebbe – ha detto Errani – una scelta fondamentale, una vera norma anticiclica in grado di dare risorse all’erario e risposte ai cittadini". Per i Comuni, invece, fondamentale è l’accoglimento i due punti critici ancora irrisolti: quello della deroga agli enti locali per l’assunzione di personale tecnico per la gestione dell’attuazione delle norme antisismiche e quello della semplificazione della procedura per la valutazione ambientale strategica (Vas)". Tutti a casa per il momento, mentre il ministro Fitto cerca di non enfatizzare le distanze: "Quella sulle regioni di centrodestra e di centrosinistra – dice – era una valutazione politica, da parte del premier Berlusconi non c’era alcun intento polemico".

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