Piano casa: le proposte di Cna Costruzioni


BOLOGNA, 19 MAG. 2009 – Da molti mesi i costruttori attendono il Piano Casa, e al termine degli Stati Generali dell’edilizia l’unica notizia è che solo in Toscana, dal prossimo 1° giugno, si potranno realizzare misure anticrisi per il comparto costruzioni.CNA Costruzioni Emilia Romagna, che associa oltre 14.500 imprenditori e professionisti, ha presentato già nell’ottobre 2008 una proposta di innovazione urbanistica e procedurale per traguardare la crisi, affrontando le criticità strutturali di questo mercato. “Per combattere efficacemente l’effetto serra – spiega Roberto Franchini, presidente regionale di CNA Costruzioni – è necessario abbattere, ridisegnare e ricostruire gli immobili brutti, malcostruiti ed energivori, consentendo di costruire immobili con volumi maggiori in relazione al contenimento energetico, all’utilizzo di biomateriali, al recupero di suolo, oltre che al contenimento di spreco di acqua, aria e materie prime. In Emilia Romagna sono depositate 30.000 domande di alloggio pubblico che si aggiungono alle 52.000 domande per l’abbattimento del canone di affitto: la spontaneità del mercato anche in questi anni di grande espansione non è riuscita a risolvere problematiche sociali sempre più deflagranti come la domanda di alloggi a canone medio basso per giovani coppie con reddito precario e famiglie numerose di extracomunitari. Pertanto CNA Costruzioni ha proposto di procedere celermente con partnership pubblico privato finalizzato all’housing sociale a cui va garantita un’ulteriore incentivazione.”Il CIPE ha aggiornato e reso disponibili i primi 200 miliardi di euro per il  Piano Nazionale dell’edilizia abitativa ”dopo circa due anni di attesa – prosegue Franchini – Ci auguriamo che le decisioni precedentemente assunte dagli Enti locali siano ancora valide e che pertanto quelle somme possano consentire di avviare lavori immediatamente cantierabili.”.Entro il 30 giugno, data in cui la Regione Emilia-Romagna deve varare la nuova normativa in attuazione dell’accordo della Conferenza Stato Regioni del 1 aprile, CNA Costruzioni propone dunque che venga approvata anche la modifica delle leggi urbanistiche 20/2000 e 31/2002, in modo che entro l’estate sia possibile avere un quadro certo e semplificato di regole giuste ed efficaci per consegnare ai cittadini abitazioni sicure, ben costruite, efficienti che garantiscano benessere e sostenibilità.“Gli imprenditori artigiani ed i lavoratori autonomi, – sottolinea Claudia Boattini, segretario CNA Costruzioni – pur a fronte di un impressionante calo delle opportunità di lavoro, hanno mostrato grande  senso di responsabilità: attendono infatti da mesi il pagamento di lavori conclusi da Enti locali che avrebbero i soldi per pagare e che, pur avendo  risparmiato nell’interesse della collettività, per l’assurdo meccanismo del Patto di Stabilità non possono saldare i lavori pur avendo la disponibilità finanziaria.”.Nel Convegno di domani su Piano Casa e Programmazione Territoriale regionale CNA Costruttori confronterà la propria proposta nel quadro dei provvedimenti nazionali e regionali con Roberto Camagni, docente di economia urbana al Politecnico di Milano, Mario Piccinini, presidente dell’Emilia Romagna dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, e il neo assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli, dal quale gli imprenditori si attendono impegni e date certe.

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