Piano casa: anche i “governatori” si dividono


ROMA, 8 MAR. 2009 – Perplessità di molti governatori di centrosinistra, un sì convinto dal presidente di centrodestra del Veneto, Galan. I dubbi riguardano soprattutto l’impatto ambientale, anche se il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, la cui giunta farà da capofila per il nuovo piano edilizio, sottolinea che non ci sarà alcun scempio per il paesaggio, bensì un volano per rimettere in moto un settore dell’economia. Già martedì prossimo sarà esaminato dalla giunta veneta un progetto di legge che ricalca il piano annunciato venerdì da Berlusconi. Lo stesso Berlusconi avrebbe già avuto colloqui con Galan e con il neo governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, che avrebbero dato il proprio consenso.Perplesso invece il presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, che si dice "stupito e preoccupato dalle indiscrezioni giornalistiche, dalle quali emergerebbe una iniziativa centralista tesa a superare l’attuale ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi effetti sull’assetto del territorio. Non è questa la strada giusta – dice Errani – una cosa è costruire corretti percorsi di semplificazione dentro regole certe, altro è destrutturare le forme di governo dell’edilizia. Ad esempio, dare la possibilità a chiunque di proporre ampliamenti del 20% del volume degli edifici esistenti, con una semplice autocertificazione, avrebbe conseguenze oggettivamente molto negative. Chiedo vi sia un confronto vero e serio su questa materia, nel pieno rispetto delle competenze dei vari livelli istituzionali, a partire da quello comunale".Dal canto suo il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, sottolinea che "è difficile commentare una idea che non è ancora un provvedimento e che non è ancora del tutto comprensibile. Resta il fatto che l’unico provvedimento fatto da questo Governo per l’edilizia è stato tagliare i 550 milioni per quella pubblica stanziati dal governo Prodi. Penso anche io che rilanciare l’edilizia sarebbe un volano utile e veloce, ma bisognerebbe ripartire appunto da quella pubblica, per la quale stanno investendo Regioni e Comuni. Non dimentichiamo che questo è il Paese dei disastri ambientali, dei condoni e dell’abusivismo e che le competenze urbanistiche riguardano in primo luogo i Comuni"."Per un proprio Piano casa la Calabria ha già stanziato ben 230 milioni di euro, di cui 155 per edilizia pubblica e privata – rileva il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero – ci saranno contributi per le coppie giovani e per le famiglie. E senza cambiare leggi e regolamenti per la tutela del territorio".

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