Piacenza, un’indagine scuote i sindacati e la politica locali


PIACENZA, 31 MAG. 2010 – Un conto corrente parallelo e segreto nel quale confluivano una parte delle deleghe dei lavoratori metalmeccanici iscritti alla Fim-Cisl e alla Fiom-Cgil. E’ questo il meccanismo su cui stanno cercando di far luce i carabinieri di Piacenza. Un’inchiesta che ha visto iscrivere nel registro degli indagati l’ex segretario provinciale della Cisl Gianni Salerno e l’ex segretario del Pd di Piacenza Gianni Botti, attualmente presidente di Tempi, la locale azienda di trasporto pubblico.L’indagine si riferisce al periodo in cui i due svolgevano attività sindacale, rispettivamente nella Fim-Cisl e nella Fiom-Cgil. Il reato ipotizzato è di appropriazione indebita, in quanto, secondo i carabinieri, avrebbero intascato i soldi che arrivavano sul conto corrente.Sia Salerno che Botti respingono le accuse sostenendo di non aver mai prelevato nulla dalle deleghe sindacali. "Sono tranquillo – ha commentato ai microfoni del Tg3 Paolo Botti – ho svolto attività sindacale nella massima e assoluta correttezza". "Non ho mai toccato una delega sindacale in vita mia", ha dichiarato invece Gianni Salerno. Il caso sta sconvolgendo il mondo sindacale e politico piacentino. Il locale Partito democratico, attraverso una nota, ha preso le distanze dall’ex segretario sottolineando la necessità di un’opera di rinnovamento all’interno del partito.Provvedimenti sono stati immediatamente presi anche dalla Fiom nazionale. Il segretario generale Gianni Rinaldini ha fatto sapere che il sindacato "ha dato mandato ai propri legali per acquisire tutti gli elementi atti a vedere se e in quale sede è possibile agire per tutelare la Fiom verso comportamenti che, qualora accertati, sarebbero gravemente lesivi." Se si dovesse arrivare ad un rinvio a giudizio degli indagati, la Fiom sarebbe dunque pronta a costituirsi parte civile. Stessa cosa ha comunicato di volere fare la Cgil provinciale di Piacenza.

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