Piacenza: leghisti in marcia con le ronde


PIACENZA, 27 FEB. 2009 – Si è svolta ieri sera la cosiddetta ‘passeggiata per la sicurezza’, la ronda promossa dalla Lega Nord nella zona della stazione ferroviaria di Piacenza, area ad alta densità di immigrati. Nonostante carnevale sia finito martedì scorso, circa 25 militanti e simpatizzanti del Carroccio – tra cui il parlamentare Massimo Polledri e il consigliere regionale Maurizio Parma – hanni percorso viale Sant’Ambrogio indossando una pettorina arancione con la scritta ‘Piacenza sicura’. In tono con la mascherata ad un certo punto sono comparse una dozzina di persone con cappelli colorati e maschere di carnevale e un lenzuolo con la scritta ‘No alle ronde no al razzismo’, che hanno intonato cori e tirato coriandoli; ad animare il gruppetto, con un megafono, il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio comunale, Carlo Pallavicini. I leghisti hanno continuato la loro la ‘passeggiata’, mentre la Digos ha accompagnato in Questura una decina di persone, tra cui lo stesso Pallavicini. Siccome il mondo in questo periodo va alla rovescia, dovranno rispondere di manifestazione non autorizzata.REGGI: SERVIRANNO RISORSE PER SORVEGLIARE LE RONDELe ronde erano state bocciate in una dichiarazione dallo stesso sindaco di Piacenza Roberto Reggi (Pd). "Come sindaco – afferma in una dichiarazione – non posso accettare che questa fondamentale sfera della pubblica amministrazione (la sicurezza, ndr) venga delegata ai privati, né posso ammettere che vengano distolte risorse e unità operative impegnate in servizi di pubblica utilità, per destinarle al controllo delle cosiddette ronde, costituite da cittadini che non solo non hanno la preparazione e le competenze adeguate in materia, ma rischiano di fare del male a se stessi e agli altri". Reggi auspica che al decreto, che deve ancora essere convertito in legge, "siano apportate modifiche sostanziali per evitare sia la delegittimazione della funzione pubblica in tema di sicurezza, sia lo spreco delle risorse destinate al reale presidio del territorio, che rischierebbero invece di essere messe al servizio di iniziative di propaganda demagogica".

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