Philip Morris, anche sociale


La Philip Morris, che sta per sbarcare a Bologna con un investimento da 500 milioni che dovrebbe portare, a regime, 600 nuovi posti di lavoro, non si occuperà solo di lavoro e produzione, sarà impegnata anche nel sociale, collaborando con associazioni e organizzazioni del territorio. Lo ha annunciato Eugenio Sidoli, amministratore delegato di Philip Morris Italia, durante l’iniziativa ‘L’Impresa come motore di sviluppo sociale del territorio’. “In realtà – ha detto Sidoli – lo abbiamo sempre fatto, ovunque siamo andati. Il primo obiettivo di un’impresa è, chiaramente, quello di fare bene il proprio mestiere che è creare valore, lavoro e prospettiva. Ma accanto a questo impegno ci sono quelli dell’ambiente e della cittadinanza”. La Philip Morris, dice Sidoli, “fa un prodotto controverso e quindi lo gestiamo con grande responsabilità. Cerchiamo sempre di dare un contributo a situazioni di disagio, come abbiamo fatto in occasione del terremoto, e siamo da anni impegnati su temi come l’emancipazione femminile, supportando organizzazione che si occupano del contrasto alla violenza domestica, e della formazione professionale, con la pianificazione di progetti che hanno durata anche di oltre un decennio. Ulteriori risorse saranno messe a disposizione per Bologna, che ci permetteranno di collaborare anche con le tante organizzazioni che qua ci sono”. Vista la grande rete di organizzazioni no profit che esistono a Bologna, Philip Morris avrà l’imbarazzo della scelta nel selezionare, con il supporto dell’azienda specializzata Vita Spa, i progetti di sviluppo sociale e civile nei quali investire.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet