Pestaggio Bonsu, si torna in aula ma per pochi minuti


PARMA, 22 GEN. 2010 – Una verità giudiziaria che sfugge puntata dopo puntata dall’essere ricostruita fino in fondo. Un’altra udienza lampo, dopo quelle tenutesi in ottobre e in novembre, ha fatto slittare al 13 febbraio il dibattimento previsto per oggi sul caso Emmanuel Bonsu, il giovane pestato nel settembre 2008 da una pattuglia di vigili urbani di Parma. Il rinvio, disposto dal Gup del tribunale, si è reso necessario perché uno degli avvocati dei dieci agenti accusati aveva un legittimo impedimento. Così come è avvenuto per le scorse udienze, nessuno dei vigili era oggi presente in aula. Assente anche Emmanuel che, ha riferito il padre, non ha ancora superato del tutto il trauma subito.Il processo stenta a decollare. Cominciato da tre mesi è ancora fermo alle battute preliminari. All’udienza di oggi si sarebbe dovuto discutere anche dell’ingresso nel processo del Comune di Parma, nella veste di responsabile civile. Una decisione già approvata dal giudice e che per la famiglia di Emmanuel vuol dire avere certezza di risarcimento del danno subito, per il quale il municipio aveva già annunciato la possibilità di arrivare a una transazione extragiudiziale.Il Comune di Parma ha formalizzato l’incarico all’avv. Nino Tuccari che rappresenterà l’amministrazione in giudizio nella veste di responsabile civile. Nella delibera di assegnazione di incarico, il Comune ha scritto nella voce di spesa "Processo Bonsu". Per alcuni rappresentanti dell’opposizione si tratta di una scelta "infelice", tenuto conto che il processo è a carico di agenti e ufficiali della polizia municipale, e che lo studente ghanese è parte lesa. Nei suoi confronti fra l’altro è stato archiviato il procedimento che era stato aperto per l’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale.

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