Pesche, aziende nel dramma


La crisi della frutta estiva, in particolare di pesche e nettarine, produzioni in cui l’Emilia-Romagna è leader, sta portando alla disperazione centinaia di aziende agricole della nostra regione. Lo dichiara Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna  e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA). I prezzi di vendita alla produzione continuano a restare sotto i 20 centesimi/kg, causando una perdita reale per i produttori di 4000 euro/ettaro. “Le cause della crisi sono note: i bassi consumi legati ad una estate ‘pazza’ per il clima, la concomitanza produttiva del Sud con il Nord Italia, ma anche una maggiore offerta spagnola che invia sui mercati nord europei, e Germania in particolare, tonnellate di pesche con prezzo ‘aperto’, da determinare. Diventa così impossibile concordare con le catene distributive qualsiasi prezzo, così si può solo subire”.   “Apprezzamento e sostegno al ministro che assieme ai colleghi francesi e spagnoli sta sollecitando il commissario Ciolos a dare il via libera ad un intervento europeo straordinario di ritiro dal mercato di una parte della produzione sottopagata per riallineare offerta e domanda. Occorre però che il ritiro avvenga nei prossimi giorni. A fine campagna, come avvenne nel caso Escherichia coli, sarebbe del tutto inutile. Per questo proponiamo di usare sistemi operativi da subito e ampiamente collaudati. Ogni giorno perso provocherebbe ulteriori danni irreparabili”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni che allo scopo ha avanzato per iscritto una precisa proposta al ministro Maurizio Martina.

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