Pesca, ecco le proposte da portare al ministero


BOLOGNA, 7 FEB. 2012 – Condivise a Bologna le proposte per la pesca in crisi, ora tocca a Roma. Riunione di settore oggi in Regione con l’assessore Tiberio Rabboni che, a sindacati e associazioni imprenditoriali, ha detto che porterà all’incontro con il ministro Mario Catania, il 16 febbraio, "le proposte che oggi abbiamo condiviso. Si tratta di misure necessarie, alcune delle quali da attivare con urgenza, per far fronte a una crisi del settore che si sta aggravando".Tra le proposte, il credito d’imposta per affrontare il rincaro dei prezzi, in particolare petroliferi; estensione alle imprese ed alle cooperative del settore degli strumenti per favorire l’accesso al credito, come i Confidi; recupero dei punti di penalità assegnati ai possessori di licenza e ai comandanti dei pescherecci.Trovato l’accordo anche sul fermo biologico, con la richiesta di organizzare il prossimo periodo (luglio-settembre) individuando presto le risorse e gli ammortizzatori sociali, e definendo tempi e modi congrui per le esigenze dell’Alto Adriatico. E’ poi stato chiesto di rivedere l’accordo multi regionale: le Regioni devono poter finanziare la ‘rottamazione’ delle imbarcazioni con le risorse inutilizzate del Fondo europeo per la pesca; e deve diventare immediatamente operativo il distretto di pesca Alto Adriatico con la partecipazione delle tre Regioni (Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia) e del Ministero, modificando il decreto istitutivo del 23 febbraio 2010."Occorre rendere più efficiente la governance del distretto – ha rilevato Rabboni – attraverso un più stretto legame con il territorio e le rappresentanze imprenditoriali e dei pescatori". La richiesta è dunque di una Commissione consultiva con le "associazioni di categoria più rappresentative, per concertare le politiche" e i piani locali di gestione anche in base alle peculiarità del Delta del Po.

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